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lunedì 29 giugno 2015

L'escursione nel Parco Marturanum a Barbarano Romano (VT)

Quella di ieri, 27 maggio, nei pressi di Barbarano Romano, e' stata una delle escursioni più piacevoli ed interessanti da quando si è costituito il gruppo dei Lentischi. Il parco Marturanum, detto anche il Parco degli Etruschi, offre ai visitatori l'opportunità di passeggiare in  una fitta vegetazione e di ammirare le facciate delle tombe rupestri che testimoniano l'architettura funeraria etrusca dal VII al III secolo a.C., offrendo una tipologia che spazia dalle tombe a pozzo, a fossa dell'età del bronzo, ai grandi tumuli, alle tombe rupestri, a quelle a dado ellenistiche.
Anche oggi offro una documentazione fotografica del sito ed invito tutti i lettori a visitare un altro dei meravigliosi luoghi della Tuscia Viterbese, purtroppo poco conosciuto e frequentato.

un tratto di via cava che porta alla necropoli

l'ambiente naturale che attraversato dai percorsi 

tombe a palazzina

ingresso delle tomba a palazzina ricavate nel tufo


tombe a portico con la parte superiore
nella quale si svolgevano i riti


particolare dei portici

una delle tante tombe presenti lungo il percorso

gruppo di tombe

sistema murario di S.Giuliano risalenti al medioevo

basamento di un tumulo funerario

ingresso di una tomba monumentale
scavata nel tumulo
particolari del soffitto
interno della tomba
la tomba del cervo, momentaneamente in fase
di manutenzione e quindi non accessibile
la tomba a dado detta della principessa

complesso di tomba adiacenti alla tomba della cima

interno della tomba della cima
cuccumella

mercoledì 13 maggio 2015

Norchia (VT).

Norchia, la meta della prossima escursione si trova in provincia di Viterbo e più precisamente nei pressi di Vetralla.





E' questo un luogo attraversata dalla presenza dell'uomo fin dalla preistoria e fino al medioevo. Le prime tracce umane risalgono al Paleolitico superiore per aumentare nell'età del Bronzo, epoca alla quale risalgono i resti di capanne. 


A partire dal VI-V secolo a.C., con l'arrivo degli Etruschi, sorsero l'abitato, le vie cave e le necropoli che conobbero il loro massimo splendore tra il IV ed il II secolo a.C. 




Nel pianoro , occupato dalla città etrusca , vennero realizzati  nel medioevo  Pieve ed un castello ancora oggi ben visibili.


lunedì 6 ottobre 2014

Le Vie Cave di Ischia di Castro (VT).

Le Vie Cave, chiamate anche "tagliate", sono percorsi viari a cielo aperto,  scavati   dagli etruschi nelle colline di tufo della maremma del Lazio settentrionale e della parte meridionale di quella grossetana, per collegare  i centri abitati, la campagna coltivata e  le necropoli.

la Via Cava di Castro
la Via Cava che porta alla
sorgente di Settecannelle
Nella loro realizzazione gli etruschi sfruttarono le caratteristiche del tufo che, quando è umido, risulta facilmente lavorabile. Bisogna inoltre tener conto che il livello di percorrenza, era originariamente inferiore a quello attuale e doveva avere una profondità minima sufficiente  a superare le quote di dislivello del terreno. Nel corso del tempo ulteriori lavori di rifacimento e di regolarizzazione dell'erosione del piano di calpestio consumato da carri ed animali, hanno poi portato le Vie Cave ad essere le imponenti trincee che possiamo ammirare attualmente.

nella Via Cava di Castro si notano i diversi
livelli   scavo : quello etrusco in alto e quello
risalente al medioevo con il basolato in basso

il basolato della strada medievale
Alcune  Vie Cave sono certamente riconducibili al sistema viario di epoca etrusca con le tombe a camera che vi si affacciano, altre invece risalgono al medioevo, altre ancora in tale periodo sono state modificate con un'opera di regimazione delle acque e conseguente abbassamento della quota stradale.
All'interno delle Vie Cave  si è sviluppato un microclima che ha creato al condizione ideale per la presenza di varie tipi di felci, edere , muschi e licheni che accrescono ulteriormente la bellezza dei luoghi.

la vegetazione cresciuta lungo la tagliata di Castro

la tagliata nel tufo comi si ammira
percorrendo la via cava
La diversa attenzione allo sviluppo turistico e culturale che il Lazio e la Toscana hanno avuto nei confronti della Maremma, ha portato a i più credere  che le Vie Cave siano riconducibili esclusivamente al grossetano ed in particolare ai comuni di Pitigliano e Sorano. In realtà Vie Cave sono presenti anche nella Tuscia Viterbese e nella Maremma Castrense  come dimostrano le fotografie qui postate, che riguardano quelle di Castro e di Settecannelle nel Comune di Ischia di Castro.

venerdì 26 settembre 2014

L'Eneolitico nel territorio di Ischia di Castro (VT).Tratto da uno scritto di Giuditta Gatteschi.

"Durante tutto l'Eneolitico, dalla metà circa del IV fino agli ultimi secoli del III millennio a.C. In cronologia calibrata, il territorio di Ischia di Castro e' caratterizzato essenzialmente dalla presenza delle necropoli riconducibili alla Cultura del Rinaldone di cui con certezza, si ne conoscono almeno otto.
La cultura del Rinaldone, dal nome della località nei pressi di Montefiascone ( Viterbo ) dove nel 1903 furono scoperte le prime tombe, era diffusa durante tutto l'Eneolitico nell'area centrale tirrenica fra Toscana meridionale e Lazio settentrionale, con una massima concentrazione lungo la valle del medio corso del fiume Fiora, oltre che nell'area sud-orientale del territorio di Roma a sud del Tevere.
Essendo praticamente sconosciuti contesti di abitato associati alle necropoli, o ad esse riconducibili, sembra essere assodato che l'elemento caratterizzante della cultura sia proprio la tipologia delle necropoli, formate da un numero variabile di ambienti ipogei artificiali denominati "tombe a forno" e tutti gli aspetti del complesso rituale funerario che in essi si manifestano. Per la cultura del Rinaldone  agli ormai accurati studi di cronologia relativa, basati sia sui materiali ceramici sia sulle produzioni metallurgiche, corrispondono purtroppo pochi riferimenti in termini di cronologia assoluta. "

vaso a fiasco trovato in Loc. Chiusa D"Ermini
Museo Civico di Ischia di Castro

vaso a fiasco trovato in Loc. Ortaccia
Museo Civico di Ischia di Castro

asce a martello trovate in Loc. Ortaccia
Museo Civico di Ischia di Castro

punte di freccia trovate in Loc. poggio Volparo
Museo Civico di Ischia di Castro
Le necropoli presenti nel territorio di Ischia di Castro sono state scoperte in un arco temporale compreso tra il 1941 ed il 1994 e sono localizzate in Loc. Pianizza presso il Ponte San Pietro sul fiume Fiora,  in Loc. Chiusa d'Ermini nei pressi del Fosso della Paternale in direzione di Vulci, presso il Fosso delle Fontanelle, la necropoli di Crognoletto dell'Arsa e Poggio Volparo, in Loc. Ortaccia, nei pressi della villa romana della Selvicciola e per ultima in Loc. Fontanile di Raim.

lunedì 8 settembre 2014

La Tomba Francois a Vulci (VT).

Nella necropoli di Ponte Rotto, tra il Fiora e l'area della  Cuccumella, di trova la Tomba Francois, sicuramente la più importante di Vulci ed uno dei grandi capolavori dell'architettura e dell'arte etrusca.
La tomba , appartenuta alla famiglia aristocratica dei Saties e datata al IV secolo a.C., fù  scoperta nel nel 1857 da Alessandro Francois, Commissario Regio e di Marina del Granducato di Toscana che, osservando un filare di querce, intuì che queste dovevano segnare la strada per un grande ipogeo.
La tomba che è posta  a ben 15 ml. nel sottosuolo, si raggiunge  discendendo   un dromos lungo 31,50 ml che porta ad un atrio ed un tablino intorno ai  quali sono disposte  sette camere funerarie.

sezione e prospetto del dromos della tomba
foto by canino.info
Quando la tomba fù scavata, sulle pareti del tablino  apparvero  agli occhi degli scopritori dei meravigliosi affreschi ed un fregio che poi, su ordine del Principe Torlonia, allora proprietario dell'area, vennero rimossi e portati a Roma a Villa Abani dove sono tuttora conservati.
Il ciclo pittorico, costituito  da più riquadri, rappresenta scene di lotta tra eroi vulcensi, e probabilmente và collocato nel periodo delle battaglie combattute per contrastare la politica espansionistica di Roma.

affresco che rappresenta un'impresa compiuta da eroi etruschi
fotoby canino.info
Scendendo lungo la scalinata del dromos, si può notare un altro ipogeo posto  ad una quota superiore rispetto a quello affrescato. Si suppone che questa tomba sia stata abbandonata perchè scavata in uno strato del terreno troppo fragile per essere ulteriormente allargata e permettere quindi la costruzione di una tomba di dimensioni   adeguate al rango ed al prestigio politico della famiglia Saties.

Marce Camithas e Cneve Tarcunies
foto by canino.info

Vel Saties e e Amza
foto by canino.info
Le  camere funerarie sono state scavate  in periodi diversi e le ultime tre ed i cinque loculi presenti lungo le  pareti del dromos sono databili fra il III ed il II secolo a.C.
La ricchezza dei dipinti e dei particolari architettonici fanno della Tomba  Francois un tesoro della storia e dell'arte mondiali ed alcuni reperti  quì rinvenuti sono esposti nei più importanti musei del mondo.

l'ingresso alla tomba durante una visita notturna
foto by canino.info
La tomba normalmente è chiusa al pubblico e quindi quello   che mi sento di consigliare è di partecipare alle visite guidate ed in particolare a quella  notturna alle tombe  Francois,  dei Delfini ed alla Cuccumella, che periodicamente viene organizzata dal Parco Paesistico ed Archeologico di Vulci .


mercoledì 27 agosto 2014

La Tomba delle Mani d'argento a Vulci (VT).

Tra il dicembre del 2012 ed il maggio 2013, gli scavi effettuati nel parco archeologico di Vulci, hanno portato alla luce  una serie di sepolture di epoca diversa in gran parte danneggiate già dall'attività dei tombaroli. L'area di scavo di circa 700 mq, si trova in un settore centrale della necropoli dell'Osteria, una delle principali zone di sepoltura tra il IX sec. e la piena età romana. Molte tombe, anche se violate in passato, hanno conservato gran parte del corredo funerario. La scoperta certamente più importante riguarda però la Tomba delle Mani d'argento.

le Mani di argento
( si noti il particolare delle unghie dorate nella mano sinista )

 Si tratta di una tomba monumentale, appartenuta sicuramente ad una famiglia di rango principesco, la cui struttura è composta da un dromus di accesso di circa 10 metri che porta ad un atrio a cielo aperto a pianta rettangolare, su ogni lato del quale si apre una camera funeraria.

i reperti così come
trovati nella sala 1/A
i reperti così come
trovati nella sala 1/C
 Delle tre, la camera di destra, fortunatamente inferiore  per importanza e dimensioni  e' stata trovata già devastata da precedenti scavi clandestini. Nelle altre due e' stato invece recuperato un ricco corredo che è oggi in esposizione nei locali del Museo Archeologico Nazionale del Castello della Badia a Vulci. 

olle con costolature
tazze a corpo baccellato
gancio in oro
elementi di collane
Per chi si trovasse in questo ultimo scorcio d'estate a trascorrere le vacanze  in Maremma, questa e' un'occasione da non perdere per entrare in contatto con lo splendore e la ricchezza dei principi etruschi  che nel VII secolo a.C. abitarono questo territorio.

venerdì 13 giugno 2014

Necropoli etrusche di Castro. Tomba dei Bronzi . Brano tratto da "Itinerario storico" di Anna Laura.#2

Viene così denominata per la concentrazione del materiale bronzeo che vi venne rinvenuto, malgrado fosse stata già depredata in passato. 
Uno stretto e lungo dromos immette in un vestibolo a cielo aperto sul quale si aprono quattro camere. La tomba era destinata ad ospitare un nucleo familiare di ceto elevato. La camera centrale era assegnata probabilmente al capostipite; il corredo contenuto, bronzi, vasellame da banchetto in bucchero, denota la presenza di officine vulcenti e di importazioni da area greco-orientale.




 Il modello decorativo vulcente, contaminato da influssi artistici greco-orientali, è presente anche all'esterno della tomba dove, all'ingresso del dromos, si rinvenne una serie di statue zoomorfe a tutto tondo, realizzate in nefro.

Leone alato
Le statue di animali, datate ai primi decenni del VI secolo, con funzioni di guardiani e custodi della tomba, in forme maggiori, decoravano i grandi spazi pubblici. Nella Tomba dei Bronzi vengono rappresentati differenti animali, realizzati in proporzioni diverse, con le teste rivolte a visione laterale o frontale, forse per dare movimento all'insieme.

Il cavallo.
Sono presenti leoni ruggenti, cavalli alati, arieti, una sfinge aptera con le mani impegnate a trattenere le trecce della capigliatura.

Sfinge che stringe i capelli.

E' presente un leone alato, con le ali realizzate in un motivo a scala tipico nei modelli assiri  e mediato agli etruschi attraverso i greci, così come di derivazione greca viene resa la criniera del cavallo scandita da lunghi ciuffi.La sfinge e l'ariete richiamano nell'insieme motivi ionici.
Ariete 
Alcuni animali possiedono le ali, caratteristica dell'essere divinizzato, del mezzo per lasciare il mondo terreno.
Il leone è l'animale che esprime potenza, la sfinge, animale fantastico, esprime l'ineluttabile, l'insondabile. Anche lui è un animale solare, guardiano dei due orizzonti. Il cavallo simboleggia il mondo ctonio; tradizionalmente è l'animale che trasporta il defunto in un aldilà sublimato. Infine l'ariete, simbolo di forza, fecondità e rinascita.

Sfinge a guardia del sepolcro
All'esterno della tomba, fra i frammenti delle statue, era presente un cippo di forma troncoconica a colonna, ancora parzialmente integro alto ml.2,50. Poco distante dall'area, si rinvenne una  struttura circolare di circa 5 m. di diametro, recante quattro incassi, riferibile ad un'area culturale, collegabile alla tomba, dove i quattro cippi obelisco erano disposti sulla platea circolare.
Le fotografie sono state scattate nel Museo Civico Archeologico " Pietro e Turiddo Lotti" di Ischia di Castro (VT).