Visualizzazione post con etichetta Canino (VT). Mostra tutti i post
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mercoledì 9 agosto 2017

Le acque termali nel Comune di Canino (VT).

Da anni si parla della realizzazione di un polo termale nel comune di Canino ed in particolare nella Località di Musignano nella zona  delle cento camere e del bagno di Musignano.  L'area , che si pone sul versante orientale dei monti di Canino  si erge sulla pianura di Vulci, e' stata frequentata fin dall'epoca etrusca. Il complesso termale più esteso e ricco di strutture e' certamente quello delle Cento Camere che con molta probabilità coincise con un vasto centro urbano romano attivo tra la tarda età repubblicana e l'età imperiale.

le Cento Camere foto by Canino.info
Il centro ricade all'interno di una proprietà privata e quindi non vistiabile. Esiste però una pozza di acqua termale nella campagna di Canino aperta a tutti e da tutti fruibile, gia' descritta in un libro del 1810, ordinato da Luciano Bonaparte al professore della Sapienza di Roma Bartolomeo Gandolfi.
Tratto da "Acque termali del bagno del Sig. Senatore Luciano Bonaparte e fumaiolo nelle vicinanze di Canino :


Fumaiolo di Canino.
Verso il Sud-Ovvest di Canino in distanza lineare di circa 5 miglia avvi un Fumajolo che da' Caninesi e da tutti gli abitanti de' paesi vicini, si spaccia per rimedio efficacissimo e sicuro in tutte le doglie comunque inveterate nelle articolazioni ed in qualunque altra parte solida della nostra macchina.
Da pochi mesi e' aperta al pubblico una prima  struttura privata con tre piscine termali.https://termedivulci.com/

venerdì 7 luglio 2017

Scultura, artigianato e musica nella Maremma Castrense. Comuni di Cellere (VT) e Canino (VT).

Scultura, artigianato e musica nella Maremma Castrense. Comuni di Cellere (VT) e Canino (VT).

Nel mese di luglio si tengono, a pochi chilometri di distanza l'una dall'altra, due interessanti iniziative. Per gli amanti della scultura e delle ceramiche artistiche nel Parco naturalistico ed archeologico di Vulci e nell'ex Convento di San Francesco a Canino,  dieci importanti  artisti esporranno le loro opere.


 Per gli appassionati  dei mercatini  dell'artigianato e della  musica, continuano invece gli appuntamenti nell'incantevole borgo di Pianiano.

 

mercoledì 15 aprile 2015

Luciano Bonaparte Principe di Canino.

Dopo Pio VI, il demanio pontificio iniziò a fare concessioni di affitti parziali, enfiteusi e vendite di terre e pascoli appartenuti allo Stato di Castro.
In questo contesto Luciano Bonaparte ottenne dalla Camera apostolica l'alienazione del possesso camerale di Canino, Musignano e del Piano della Badia. Successivamente il 14 agosto 1814, il Pontefice Pio VII con suo chirografo, elevò la castellania di Canino al titolo di principato conferendo a Luciano Bonaparte il titolo di principe e la trasmissibilità ai suoi eredi e discendenti.

Luciano Bonaparte
foto by wikipedia
Quando, a seguito del trattato di Fontaineblau del 11 aprile 1814,   fu liberato dalla relegazione a cui l'avevano forzato gli inglesi, Luciano Bonaparte si ritirò in questo suo nuovo possedimento con l'idea di trascorrervi gran parte dell'anno.
Vennero poi  i "Cento giorni" che lo ricondussero brevemente in Francia ed il Trattato di Vienna a seguito del quale egli  venne confinato nello Stato Pontificio sotto la diretta responsabilità del governo papale.
Fu così che Musignano, circondato dal verde intenso delle sue terre, divenne la residenza preferita dalla famiglia di Luciano Bonaparte, almeno sino alla sua morte nel 1840  quando i figli, ansiosi di tornare in Francia,  il 26 novembre 1853  vendettero a Don Alessandro Torlonia il principato di Canino ed il castello di Musignano " comprensivamente ai titoli e diritti onorifici".

sabato 11 aprile 2015

Le acque termali nel comune di Canino (VT).

Da anni si parla della realizzazione di un polo termale nel comune di Canino ed in particolare nella Località di Musignano nella zona  delle cento camere e del bagno di Musignano.  L'area , che si pone sul versante orientale dei monti di Canino  si erge sulla pianura di Vulci, e' stata frequentata fin dall'epoca etrusca. Il complesso termale più esteso e ricco di strutture e' certamente quello delle Cento Camere che con molta probabilità coincise con un vasto centro urbano romano attivo tra la tarda età repubblicana e l'età imperiale.

le Cento Camere foto by Canino.info
Il centro ricade all'interno di una proprietà privata e quindi non vistiabile. Esiste però una pozza di acqua termale nella campagna di Canino aperta a tutti e da tutti fruibile, gia' descritta in un libro del 1810, ordinato da Luciano Bonaparte al professore della Sapienza di Roma Bartolomeo Gandolfi.
Tratto da "Acque termali del bagno del Sig. Senatore Luciano Bonaparte e fumaiolo nelle vicinanze di Canino :


Fumaiolo di Canino.
Verso il Sud-Ovvest di Canino in distanza lineare di circa 5 miglia avvi un Fumajolo che da' Caninesi e da tutti gli abitanti de' paesi vicini, si spaccia per rimedio efficacissimo e sicuro in tutte le doglie comunque inveterate nelle articolazioni ed in qualunque altra parte solida della nostra macchina.
Da pochi mesi e' aperta al pubblico una prima  struttura privata con tre piscine termali.https://termedivulci.com/

mercoledì 8 aprile 2015

Sorgenti della Nova ( Farnese - VT ). #1

Dopo aver visitato Castellardo nel Comune di Canino, tipico esempio di fortificazione risalente al X secolo d.C.,  il gruppo dei Lentischi propone per sabato 25 aprile il sito protostorico di Sorgenti della Nova nel Comune di Farnese.
Sarà questo un balzo all'indietro nel tempo che ci riporterà alla fase tarda dell'età del Bronzo Finale, tra il XI ed il X secolo a.C..

la sorgente ai piedi della rupe tufacea
Sorgenti della Nova, prendono il nome da una ricca sorgente naturale che sgorga ai piedi del costone di tufo che ospita l'abitato protostorico  ed è, per ampiezza e ricchezza di testimonianze, uno dei luoghi più importanti per lo studio del particolare momento che portò al completamento del processo di  formazione della nazione etrusca.
In un pianoro alla sommità del costone tufaceo, sono ubicate delle piccole abitazioni con la base incassata nel tufo e l'elevato in materiale deperibile che ospitavano singoli nuclei familiari ; sui fianchi della rupe, sono visibili terrazzamenti e numerose grotte artificiali destinate sia ad abitazione che a luoghi di culto e servizi. I terrazzamenti antistanti ospitavano invece grandi abitazioni a base ellittica con fondazioni su canaletta in grado di ospitare contemporaneamente famiglie allargate o più nuclei familiari.
Si ritiene che questo  insediamento difeso naturalmente, si inserisca in un fenomeno più generale, tipico di quest'area al confine tra Toscana e Lazio che, dalla metà del secondo millennio a.C. , ha visto lo spopolamento dei precedenti villaggi sparsi nel territorio ed un'occupazione progressiva dei pianori sulla sommità delle rupi di tufo.

il territorio circostante visto dal pianoro
alla sommità delle rupe.

E' questa l'ipotesi più convincente circa  la nascita di alcuni centri protourbani , governati da ceti gentilizi, in grado di dominare territori più o meno estesi.
Sorgenti della Nova, come tutti gli altri insediamenti su rupe del Bronzo Finale, venne abbandonata tra la fine del X e l'inizio del IX secolo a.C., per il processo che portò al concentramento della popolazione   e quindi alla fondazione delle future città etrusche.

martedì 7 aprile 2015

Escursione a Castellardo (Canino - VT )


Aiutati da una bella giornata la prevista escursione a Castellardo è stata alla fine effettuata. Come al solito pubblico un post fotografico che riassume la giornata che non ha invece compreso la passeggiata a Poggio Olivastro che è stata rimandata ad una prossima gita.

gli escursionisti si dirigono verso il poggio che ospita
le rovine di Castellardo

le mura nella parte alta del castello
cenni storici sulle origini di Castellardo

il Mastio del castello

l'area un tempo destinata alla conservazione degli alimenti ,
ai laboratori con le famose case in grotta
il panorama che si gode dal Mastio

resti dei laboratori e dei magazzini

interno di una delle numerose case in grotta scavate nel tufo
particolare di una casa in grotta

le nicchie ed i buchi che sostenevano pali e soppalchi
la strada interna che separava il Mastio
dalla zona dei magazzini
casa in grotta
terminata la visita a Castellardo il gruppo
si dirige verso il luogo della tradizionale
mangiata di Pasquetta dove.....
c'è chi mangia all'aperto......


chi al chiuso......
e chi cucina


venerdì 3 aprile 2015

Castellardo #2

Ancora dalla pubblicazione del G.A.R. , la descrizione dell'area del castello.
LE MURA
Le mura, che sono visibili in ampi tratti, hanno un perimetro di 350 m. , e sono larghe da 1a1,20 m., l'altezza non è completa. Sono costruite con conci alti 31 cm. circa. Avevano poche feritoie , non avevano merlature, rivelando quindi di essere adatte ad una difesa piombante ; tutto ciò ci permette di datare al XII secolo.



LE PORTE
La porta murata, che era l'ingresso principale del castello, e' situata a sud-est, si trova a 3,5 m. di altezza da terra ed è alta 4 m. e larga 2,60 m.  Sulla sinistra e' protetta da una torre che richiama il noto schema delle porte scee. L'ingresso al castello e' costituito da una strada incassata nel tufo, un budello che costringeva gli assalitori ad essere colpiti senza difesa. Viene chiamata porta murata perché in un determinato periodo viene chiusa ( dal XIII  secolo in poi ), forse per il crollo dello sperone di tufo che gli stava davanti e che serviva probabilmente di appoggio ad una struttura in legno, forse un ponte venatorio.
LE TORRI
La torre di porta murata e' adatta per proteggere la porta sul lato destro in entrata secondo lo schema delle porte scee. Vuota all'interno e' larga 4 x 3 metri ed è fornita di feritoie su tutti i lati.
L'altra torre, vuota all'interno , e' larga 3 x 2 metri si trova al l'angolo nord ovest delle mura del mastio. Molto probabilmente controllava al via di accesso al mastio, oltre il lato ovest delle mura e forse la porta del vallo sottostante.
Una torre diversa dalle altre due e' quella situata nel punto più alto del castello, cioè nel lato sud-est del mastio. Questa torre di dimensioni piu grandi delle altre due, misura alla base 6 x 5,50 metri di larghezza e nella parte che rimane dell'elevato dai 2 ai 3 metri circa e' piena al suo interno. Serviva al controllo del territorio circostante e della strada che collegava la Clodia alla Cassia.














 

LE CASE IN GROTTA
Una caratteristica che rende affascinante Castellardo e' la presenza di grotte rupestri, simili a quelle di Vitozza. C'è ne sono decine di diversa tipolologia, adibite ad abitazioni o stalle e al loro interno si possono vedere nicchie bacini, ripiani, fornì ed incavi per assi di legno e pozzi per la conservazione delle derrate alimentari, o adibite a cisterne per la raccolta dell'acqua.
La grotta meglio conservata e' quella "del romitorio" : in verità sono due con setto divisorio interno che parte dalla parete di fondo e divide in due la zona più interna dell'ambiente.

domenica 29 marzo 2015

Poggio Olivastro ( Canino, VT ). Grazia Maria Bulgarelli, Laura D'Erme, Enrico Pellegrini.#2

L'insediamento, che si sviluppa attualmente su una superficie di circa 9.000 mq. occupa aree con caratteristiche diverse : a) il poggio ( settori BB30/31); b) l'area nella quale lo strato antropizzato è stato sigillato, nel corso dell'Eneolitico, da una formazione travertinosa ( settori E3, E6-8, F6-8); c) la sella tra il poggio  ed il M. Doganella nella quale il travertino superiore si è formato solo parzialmente per la quota leggermente più elevata del terreno ( settori K11-13, H13-15, J12, L12-13).

Planimetria del sito con restituzione grafica del poggio
e del fossato sulla base della foto aerea scattata nel 1944

L'insediamento neolitico si è impostato sulla superficie di erosione ( datata 9300 BP) della formazione travertinosa di base sulla quale si è successivamente deposto lo strato antropizzato , che ha restituito materiali riferibili dal Neolitico fino all'Eneolitico iniziale. Nei settori E-F finora esplorati sono stati individuati oltre 400 buchi di palo, in alcuni casi allineati, altre volte disposti lungo un perimetro circolare, canalette rettilinee e con andamento curvilineo, riferibili per la maggior parte alla prima fase dell'occupazione. 

buchi di palo e canalette nella formazione travertinosa

In E3 si trova l'unica struttura di focolare finora rinvenuta, costituita da piccoli blocchi di calcare ; questa è collegata ad una sorta di acciottolato , più che evidente in E3, ma riconoscibile anche nei vicini settori esplorati ( E-F 6-8). Il focolare è stato datato al radiocarbonio a 5120-150 BP; 4040-3730 a.C. ( camp. UD-386).
Una fase di più intensa attività delle sorgenti idrotermali, presenti sul poggio e nelle immediate vicinanze del sito, ha impedito l'occupazione di questa parte dell'insediamento nella quale, a causa del dislivello di quota  della superficie,  si è formata la formazione travertinosa che ha sigillato il deposito archeologico. Successivamente l'area, in una fase riferibile all'Eneolitico avanzato ed al Campaniforme , fu nuovamente rioccupata come documentano alcuni buchi di palo nella formazione superiore di travertino.  Sfortunatamente tutto il deposito riferibile a questa fase più tarda di frequentazione è stato completamente rimosso nel corso dei lavori di cava precedenti l'intervento della Soprintendenza territoriale.

I Templari nella Tuscia Longobarda.

Nell'anno 1920 vennero stampate, per un'edizione fuori commercio, 350 copie del libro "Musignano e la Rocca al Ponte della Badia". Il libro, ordinato dal Sen. Carlo Torlonia ad Alberto Serafini tratta della storia di Musignano che allora, come oggi,  rientra tra le proprietà della famiglia Torlonia. Tra le varie notizie , il paragrafo che oggi riporto, si occupa della tradizione popolare che narra della presenza dei cavalieri templari in questo territorio.

il sigillo dei Cavalieri Templari    
                                                                  
" Vuole una tradizione popolare che alla Abbazia di S.Mamiliano vi abbiano risieduto i cavalieri Templari. Vi è nella tradizione qualche codesta di vero.
La perdita di S. Giovanni d'Acri nel 1291, segnando la fine di ogni possesso cristiano in Palestina, costrinse i Templari ad abbandonare il sacro suolo. I " miletes templi" evacuarono la loro fortezza di Antarsous - meraviglia di architettura militare - il 5 giugno dello stesso anno, e furono gli ultimi monaci cavalieri in Terra Santa.  Dopo un inutile tentativo di fissarsi nell'isola di Cipro, ritornarono definitivamente nelle Mansiones Templi : domini e commende fortificate che possedevano nei regni d'Occidente, spargendosi così d'ovunque, pronti ad accettare dai papi e dai sovrani incarichi di ogni sorte, di natura militare , ma più ancora di carattere finanziario ; poiché da tempo erano degli amministratori pubblici e dei banchieri sicuri ed oculati.


Nel territorio del Patrimonio di San Pietro, e più propriamente nella Tuscia Longobarda, i Templari possedevano S. Savino di Tuscania, antica Badia già menzionata in un diploma di Ottone I dell'anno 969 e che i cavalieri nel secolo XIII avevano trasformata in forte Rocca - da secoli non esiste più nulla - ; e prossimo al Lago di Bolsena, Castellaraldo, dominante il corso della Marta. Il rifluire dei Templari dall'Oriente nel 1291 ne aveva fatto ritornare con molta probabilità anche a S. Savino di Tuscania, e per certo a Castellaraldo.
Ed era forse uno di questi cavalieri quel Frate Paolo della Milizia del Tempio, che nel 1924 e nel 1925 troviamo Castellano per la Chiesa Romana alla Badia del Ponte e a Castel Ghezzo.

Castello della Badia a Vulci

Egli abitualmente risiedeva alla Rocca del Ponte, che per la sua costruzione militare, per certo superiore ad ogni castello delle vicinanze, presentava maggiori garanzie di sicurezza.
Anzi ancora nel 1298 la Rocca del Ponte era forse tuttora affidata all'Ordine del Tempio, che pare ne avesse fatto un priorato. Ma quivi da gran pezza era cessata ogni vita monacale cistercense e si può quindi pensare ad una priorità della Milizia del Tempio ad ogni modo, quando nel 1307 avvenne la tragica catastrofe dell'Ordine non vi erano Templari nei due castelli dell'antica Abbazia, ne' alla Rocca del Ponte, ne' a Musignano.

sabato 28 marzo 2015

Castellardo

Da una pubblicazione del 2004 da parte del Gruppo Archeologico Romano, ho tratto alcuni brani che spiegano le origini e la struttura di questo interessante castello presente nel Comune di Canino.
IL CASTELLO
Il nostro castello ha inizio intorno al X secolo, quando in Italia la costruzione di fortificazioni, già nota alla tecnica militare del passato, registra un incremento significativo sotto la spinta di guerre e dell'aumento della popolazione.
In questo periodo si accrebbe il numero dei diplomi che il re rilasciava per la costruzione di opere di difesa. Nei diplomi veniva specificata la motivazione per cui veniva rilasciata la concessione, cioè contro " paganorum " e " malorum Cristianorum incursionem ".
Con il termine "Castellum" non si identifico' solo l'edificio nel quale ci si rifugiava in caso di pericolo   , ma anche per esempio, la residenza fortificata di tipo privato, il recinto fortificato di un villaggio, il "castello deposito" dove i contadini raccoglievano i frutti del proprio lavoro , l'edificio esclusivamente militare.
Nel corso dei secoli Castellardo cambio' spesso signorie. Tra le più note quelle degli Aldobrandeschi e degli Orsini.

le mura

 LE ORIGINI
Castellardo si trova lungo la strada che conduce a Pianiano, su una collinetta alta 243 m., presso il fosso Timone. Il castello non è molto vasto, ma è arroccato e ben fortificato e, mentre si può affermare che i ruderi oggi visibili appartengono al pieno Medioevo, non è possibile invece datare le origini dell'inserimento.
Una bolla di Papa Innocenzo II del 1140, si riferisce a Castellardo come ...." Terra longobardorum Castellardi ...." , la terra dei Longobardi di Castellardo. Si tratta della prima fonte in cui compare il toponimo nel quale sarebbe rintracciabile una radice "Longobarda" che attesterebbe l'esistenza dell'insediamento agli inizi del VII secolo, quando gli invasori occuparono stabilmente il territorio tra il Lago di Bolsena ed il mare.
Possiamo risalire ulteriormente indietro nel tempo e ipotizzare che, nel periodo della guerra greco-gotica , i militari bizantini abbiano costruito il Castrum e lo abbiano utilizzato sia come riparo per i raccolti e immagazzinamento per i viveri e le riserve alimentari, sia come rifugio occasionale offerto a una popolazione rurale che viveva nei dintorni. In tal caso i Longobardi si sarebbero limitati ad occupare l'areaa già fortificata in precedenza.
Dal X-XII secolo,  Castellardo diviene un Castrum di popolamento , ossia un villaggio appollaiato su una sommità naturale e fortificato. Il Castrum di tipo laziale era solitamente dotato, all'interno della cinta del villaggio, di un secondo nucleo fortificato, la Rocca castri o cassaforte, in cui risiedeva di norma il il Signore, che era sede ordinaria della curia e anche, ma non sempre dei soldati.

casa in grotta

Dal XIII secolo fino alla sua distruzione da parte dei Caninesi avvenuta nel 1459, Castellardo si espande oltre le mura con costruzioni e case in grotta.

venerdì 27 marzo 2015

Poggio Olivastro ( Canino, VT ). Grazia Maria Bulgarelli, Laura D'Erme, Enrico Pellegrini.#1

Il Fiome Fiora, prima di sfociare nel Mare Tirreno a NW di Montalto di Castro, scorre in un'area pianeggiante costituita da sedimenti marini e continentali post-pliocenici,
Principalmente lungo la riva sinistra del corso terminale del fiume, negli ultimi venti anni e' stata segnalata la presenza di materiale archeologico riferibile al Neolitico e all'Eneolitico , in grotta ed in insediamenti all'aperto. A differenza delle altre località all'aperto, segnalate per raccolta di materiale in superficie, la particolare situazione geomorfologica del sito di Poggio Olivastro ha permesso la conservazione di un deposito antropizzato e di strutture di abitato, che documentano un'occupazione da una fase avanzata del Neolitico antico fino all'inizio del Bronzo antico.
Il sito, che occupa l'area circostante il Poggio Olivastro ( cono sorgentizio sviluppatosi a partire da 57.000 BP) e lo stesso piccolo rilievo, domina la sottostante pianura che si estende per circa 20 km fino al mare. La zona a nord di questa e' caratterizzata da imponenti formazioni di travertino la cui formazione, iniziata nel Pleistocene medio, e' collegata al sistema idrogeologico dell'area dove ancora oggi sono presenti sorgenti termali .
I lavori di cava che nel 1980 hanno permesso l'individuazione del sito - saggi e sondaggi tra il 1981 ed il 1983 - da parte della Soprintendenza Archeologica  per l' Etruria meridionale, hanno gravemente danneggiato l'insidiamento che, attualmente conservato tra il Monte Doganella e Poggio Olivastro, doveva ulteriormente estenderai in direzione SW. Le cave hanno invece irrimediabilmente compromesso la possibilità di indagare il fossato che circondava il Poggio, ancora visibile nelle foto aeree eseguite nel 1944.
L'esplorazione sistematica del sito da parte della Soprintendenza Speciale al Museo Nazionale Preistorico ed Etnografico L. Pignorini , in collaborazione con la SAEM, e' iniziata nel 1988 ed è ancora in corso, ma l'elaborazione preliminare dei dati raccolti per,ette di considerare l'insidiamento do Poggio Olivastro un punto di riferimento di notevole importanza per lo studio del Neolitico e della prima metà dei metalli della regione.

martedì 24 marzo 2015

Pasquetta a Canino (VT).

Il 6 aprile,  giorno di Pasquetta, riprendono le iniziative dell'Associazione dei Lentischi, con la prima uscita primaverile nel Comune di Canino. Lo  scorso anno , a causa delle forti piogge, era stata annullata la visita al sito medioevale di Castellardo e quindi , sperando in un tempo migliore, abbiamo deciso di ripartire proprio da lì approfittando dell'area attrezzata che ci permetterà di consumare il tradizionale pranzo all'aria aperta.


particolare della cinta murar


gli scavi nella parte residenziale 

Alla visita di Castellardo è stata aggiunta quella al sito preistorico di Poggio Olivastro che testimonia la presenza dell'uomo  a partire dal Neolitico antico fino al Bronzo antico.


Poggio Olivastro
foto by naturainviaggio



Nei prossimi giorni verranno pubblicati post sui due luoghi, in modo che i partecipanti possano godere ancor di più dell'escursione.

mercoledì 7 gennaio 2015

Una passeggiata invernale nel parco di Vulci (VT).


Il parco naturalistico ed archeologico di Vulci offre la possibilità, anche in inverno, di godere nel silenzio delle antiche rovine a pochi passi dal mare. Il percorso di circa due chilometri ci permette di passeggiare in luoghi abitati fin dalla protostoria  che raccontano di commerci , grandi artisti, ingegneri e guerrieri. Vulci è uno dei tanti luoghi che in Italia vengono soltanto parzialmente sfruttati ed apprezzati rispetto alla loro bellezza ed importanza storica. Durante le festività natalizie, sfruttando una giornata  calda ed assolata sono tornato a visitare il parco ed ora propongo un piccolo tour fotografico virtuale.
tratto dell'antico acquedotto del I secolo a.C.  antistante alla porta est

un particolare dell'acquedotto
la porta ovest risalente agli anni precedenti alla
conquista romana avvenuta nel 280 a.C.

un particolare della porta ovest con sullo sfondo la
ricostruzione dell'arco di P. Sulpicius Mundus 
la porta ovest con i suoi particolari bastioni di forma triangolare
ed il suo passaggio pedonale  a Y 
il basamento del Tempio Grande che affacciava
sull'antico Foro della città
particolare del basamento del Tempio Grande
scorcio sui resti dell'edificio in laterizi e l'edificio absidato
l'Edificio absidato identificato con una
basilichetta cristiana 

Domus del Criptoportico

il Criptoportico illuminato da aperture a bocca
di lupo  dà il nome alla villa
il soffitto a cassettoni dei locali interrati
scorcio sui settore pubblico della villa

il Mitreo adiacente alla Villa con i due banconi sostenuti da sei
archetti che, con quello dell'altare, raggiungono il numero di 7,
 che equivale ai gradi di iniziazione stabiliti da questa religione
il documano verso porta est, che conduce  Sacello di Ercole.
al Ponte Rotto ed alla zona del muro etrusco, in questi giorni non visitabile
altra immagine del documano
la porta est
la piccola cascata sul fiume Fiora che alimenta il
laghetto del Pellicone
il laghetto del Pellicone che è stato il set di numerosi film
come ad esempio "Non ci resta che piangere " e "Tre uomini e una gamba".