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mercoledì 7 gennaio 2015

Una passeggiata invernale nel parco di Vulci (VT).


Il parco naturalistico ed archeologico di Vulci offre la possibilità, anche in inverno, di godere nel silenzio delle antiche rovine a pochi passi dal mare. Il percorso di circa due chilometri ci permette di passeggiare in luoghi abitati fin dalla protostoria  che raccontano di commerci , grandi artisti, ingegneri e guerrieri. Vulci è uno dei tanti luoghi che in Italia vengono soltanto parzialmente sfruttati ed apprezzati rispetto alla loro bellezza ed importanza storica. Durante le festività natalizie, sfruttando una giornata  calda ed assolata sono tornato a visitare il parco ed ora propongo un piccolo tour fotografico virtuale.
tratto dell'antico acquedotto del I secolo a.C.  antistante alla porta est

un particolare dell'acquedotto
la porta ovest risalente agli anni precedenti alla
conquista romana avvenuta nel 280 a.C.

un particolare della porta ovest con sullo sfondo la
ricostruzione dell'arco di P. Sulpicius Mundus 
la porta ovest con i suoi particolari bastioni di forma triangolare
ed il suo passaggio pedonale  a Y 
il basamento del Tempio Grande che affacciava
sull'antico Foro della città
particolare del basamento del Tempio Grande
scorcio sui resti dell'edificio in laterizi e l'edificio absidato
l'Edificio absidato identificato con una
basilichetta cristiana 

Domus del Criptoportico

il Criptoportico illuminato da aperture a bocca
di lupo  dà il nome alla villa
il soffitto a cassettoni dei locali interrati
scorcio sui settore pubblico della villa

il Mitreo adiacente alla Villa con i due banconi sostenuti da sei
archetti che, con quello dell'altare, raggiungono il numero di 7,
 che equivale ai gradi di iniziazione stabiliti da questa religione
il documano verso porta est, che conduce  Sacello di Ercole.
al Ponte Rotto ed alla zona del muro etrusco, in questi giorni non visitabile
altra immagine del documano
la porta est
la piccola cascata sul fiume Fiora che alimenta il
laghetto del Pellicone
il laghetto del Pellicone che è stato il set di numerosi film
come ad esempio "Non ci resta che piangere " e "Tre uomini e una gamba".

mercoledì 27 agosto 2014

La Tomba delle Mani d'argento a Vulci (VT).

Tra il dicembre del 2012 ed il maggio 2013, gli scavi effettuati nel parco archeologico di Vulci, hanno portato alla luce  una serie di sepolture di epoca diversa in gran parte danneggiate già dall'attività dei tombaroli. L'area di scavo di circa 700 mq, si trova in un settore centrale della necropoli dell'Osteria, una delle principali zone di sepoltura tra il IX sec. e la piena età romana. Molte tombe, anche se violate in passato, hanno conservato gran parte del corredo funerario. La scoperta certamente più importante riguarda però la Tomba delle Mani d'argento.

le Mani di argento
( si noti il particolare delle unghie dorate nella mano sinista )

 Si tratta di una tomba monumentale, appartenuta sicuramente ad una famiglia di rango principesco, la cui struttura è composta da un dromus di accesso di circa 10 metri che porta ad un atrio a cielo aperto a pianta rettangolare, su ogni lato del quale si apre una camera funeraria.

i reperti così come
trovati nella sala 1/A
i reperti così come
trovati nella sala 1/C
 Delle tre, la camera di destra, fortunatamente inferiore  per importanza e dimensioni  e' stata trovata già devastata da precedenti scavi clandestini. Nelle altre due e' stato invece recuperato un ricco corredo che è oggi in esposizione nei locali del Museo Archeologico Nazionale del Castello della Badia a Vulci. 

olle con costolature
tazze a corpo baccellato
gancio in oro
elementi di collane
Per chi si trovasse in questo ultimo scorcio d'estate a trascorrere le vacanze  in Maremma, questa e' un'occasione da non perdere per entrare in contatto con lo splendore e la ricchezza dei principi etruschi  che nel VII secolo a.C. abitarono questo territorio.