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mercoledì 9 agosto 2017

Le acque termali nel Comune di Canino (VT).

Da anni si parla della realizzazione di un polo termale nel comune di Canino ed in particolare nella Località di Musignano nella zona  delle cento camere e del bagno di Musignano.  L'area , che si pone sul versante orientale dei monti di Canino  si erge sulla pianura di Vulci, e' stata frequentata fin dall'epoca etrusca. Il complesso termale più esteso e ricco di strutture e' certamente quello delle Cento Camere che con molta probabilità coincise con un vasto centro urbano romano attivo tra la tarda età repubblicana e l'età imperiale.

le Cento Camere foto by Canino.info
Il centro ricade all'interno di una proprietà privata e quindi non vistiabile. Esiste però una pozza di acqua termale nella campagna di Canino aperta a tutti e da tutti fruibile, gia' descritta in un libro del 1810, ordinato da Luciano Bonaparte al professore della Sapienza di Roma Bartolomeo Gandolfi.
Tratto da "Acque termali del bagno del Sig. Senatore Luciano Bonaparte e fumaiolo nelle vicinanze di Canino :


Fumaiolo di Canino.
Verso il Sud-Ovvest di Canino in distanza lineare di circa 5 miglia avvi un Fumajolo che da' Caninesi e da tutti gli abitanti de' paesi vicini, si spaccia per rimedio efficacissimo e sicuro in tutte le doglie comunque inveterate nelle articolazioni ed in qualunque altra parte solida della nostra macchina.
Da pochi mesi e' aperta al pubblico una prima  struttura privata con tre piscine termali.https://termedivulci.com/

mercoledì 2 agosto 2017

L'irraggiungibile Eremo di Ripatonna Cicognina. Ischia di Castro (VT).

Compare nel manifesto di presentazione  del nuovo parco archeologico Antica Castro, la foto dell'eremo di Ripatonna Cicognina.  Attualmente il  sito e' praticamente irraggiungibile per mancanza di indicazioni, perche' si trova in una proprieta' privata e per i rovi che ne infestano l'accesso.
Che questo affascinante ma poco conosciuto  monumento sia stato ricompreso nei confini del parco mi sembra quindi un'altra ottima notizia.

l'eremo sopraffatto dai rovi

l'ingresso oggi quasi irraggiungibile

Nasce finalmente il Parco Archeologico Antica Castro. Ischia di Castro (VT).


E' stato inaugurato ieri il Parco Archeologico. Il Sindaco di Ischia di Castro Salvatore Serra e quello di Montalto di Castro Sergio Caci hanno parlato dell'oppurtunita' di unire i due comuni nel tentativo di dare al territorio un'opportunita' di crescita culturale economica e sociale, che passi attraverso la valorizzazione delle ricchezze naturalistiche ed archeologiche. La sinergia con il Parco di Vulci dovrebbe essere la chiave di volta di questo processo, come sottolineato anche Carmelo Messina Presidente della Fondazione Vulci e della Neonata Fondazione Castro e dall'Archeologo Carlo Casi Direttore scientifico a Vulci e del nuovo parco arceologico di Castro.  La speranza e' anche altri comuni entrino nella fondazione per aumentare la forza e le possibilita' di successo del progetto. 

Il Sindaco di Ischia di Castro Salvatore Serra

La Dott.ssa Anna Laura Direttrice del Museo Civico di Ischia di Castro


domenica 30 luglio 2017

Gli affreschi di S. Maria intus civitatem a Castro. Ischia di Castro (VT).

Domani  primo agosto, con la presentazione del Parco Archeologico "Antica Castro", si apre una nuova pagina nella gestione delle rovine dell"antica capitale del Ducato di Castro. Il mio augurio e' che tra i primi urgentissimi interventi ci sia quello per la messa in sicurezza degli affreschi della chiesa di S.Maria

S.Maria come si presenta oggi
 Gli affreschi da salvare.






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domenica 16 luglio 2017

La via cava dimenticata. Castro, Ischia di Castro (VT).

Al contrario di quelle toscane, ammirate e visitate ogni anno da migliaia di turisti, la via cava di Castro, nel Comune di Ischia di Castro,  appare solitaria e abbandonata, come se il tempo si fosse fermato al 1649, anno di distruzione della capitale del Ducato della famiglia Farnese.
ingresso alla via cava ostruito da un crollo


la tagliata nel tufo vista dal basso


via cava
Eppure di motivi di interesse la povera via cava ne avrebbe. Quello che piu' mi colpisce e' l'allargamento alla base delle pareti di epoca medievale per il passaggio dei carri diretti a Castro e la pavimentazione della strada ancora perfettamente visibile.
strada pavimentata


allargamento di epoca medievale




pavimentazione

Speriamo che con la realizzazione del Parco Archeologico di Castro anche questo tesoro venga recuperato e fatto conoscere come merita.

domenica 9 luglio 2017

Arte ed archeologia nel Parco di Vulci (VT).

La Domus del Criptoportico nel Parco Naturalistico ed Archeologico di Vulci a Montalto di Castro (VT), e' da ieri 8 luglio, fino al 20 settembre, il luogo di esposizione delle opere di dieci ceramisti. Segue una breve rassegna fotografica.

























venerdì 7 luglio 2017

Scultura, artigianato e musica nella Maremma Castrense. Comuni di Cellere (VT) e Canino (VT).

Scultura, artigianato e musica nella Maremma Castrense. Comuni di Cellere (VT) e Canino (VT).

Nel mese di luglio si tengono, a pochi chilometri di distanza l'una dall'altra, due interessanti iniziative. Per gli amanti della scultura e delle ceramiche artistiche nel Parco naturalistico ed archeologico di Vulci e nell'ex Convento di San Francesco a Canino,  dieci importanti  artisti esporranno le loro opere.


 Per gli appassionati  dei mercatini  dell'artigianato e della  musica, continuano invece gli appuntamenti nell'incantevole borgo di Pianiano.

 

mercoledì 7 gennaio 2015

Una passeggiata invernale nel parco di Vulci (VT).


Il parco naturalistico ed archeologico di Vulci offre la possibilità, anche in inverno, di godere nel silenzio delle antiche rovine a pochi passi dal mare. Il percorso di circa due chilometri ci permette di passeggiare in luoghi abitati fin dalla protostoria  che raccontano di commerci , grandi artisti, ingegneri e guerrieri. Vulci è uno dei tanti luoghi che in Italia vengono soltanto parzialmente sfruttati ed apprezzati rispetto alla loro bellezza ed importanza storica. Durante le festività natalizie, sfruttando una giornata  calda ed assolata sono tornato a visitare il parco ed ora propongo un piccolo tour fotografico virtuale.
tratto dell'antico acquedotto del I secolo a.C.  antistante alla porta est

un particolare dell'acquedotto
la porta ovest risalente agli anni precedenti alla
conquista romana avvenuta nel 280 a.C.

un particolare della porta ovest con sullo sfondo la
ricostruzione dell'arco di P. Sulpicius Mundus 
la porta ovest con i suoi particolari bastioni di forma triangolare
ed il suo passaggio pedonale  a Y 
il basamento del Tempio Grande che affacciava
sull'antico Foro della città
particolare del basamento del Tempio Grande
scorcio sui resti dell'edificio in laterizi e l'edificio absidato
l'Edificio absidato identificato con una
basilichetta cristiana 

Domus del Criptoportico

il Criptoportico illuminato da aperture a bocca
di lupo  dà il nome alla villa
il soffitto a cassettoni dei locali interrati
scorcio sui settore pubblico della villa

il Mitreo adiacente alla Villa con i due banconi sostenuti da sei
archetti che, con quello dell'altare, raggiungono il numero di 7,
 che equivale ai gradi di iniziazione stabiliti da questa religione
il documano verso porta est, che conduce  Sacello di Ercole.
al Ponte Rotto ed alla zona del muro etrusco, in questi giorni non visitabile
altra immagine del documano
la porta est
la piccola cascata sul fiume Fiora che alimenta il
laghetto del Pellicone
il laghetto del Pellicone che è stato il set di numerosi film
come ad esempio "Non ci resta che piangere " e "Tre uomini e una gamba".

mercoledì 29 ottobre 2014

La Tomba delle Iscrizioni a Vulci (VT).

Questa tomba, che si trova poco distante da quelle di Francois e dei Delfini nella necropoli di Cavalupo , fu scavata nel 1958 da Renato Bartoccini ed è composta da un dromos stretto e lungo, in origine chiuso da una lastra decorata con una figura femminile, dal quale si accede ad un atrio sul quale si aprono sei camere funerarie. La tomba deve il suo nome alle iscrizioni etrusche e romane incise sulle pareti dell'atrio. 

alcune delle scritte ancora visibili nell'atrio
Le camere funerarie furono adoperate sia in epoca etrusca che romana ed accolsero prima i membri della famiglia Pruslnas e successivamente quelli dei Sempronii. Nel corso degli scavi vennero recuperati oggetti di corredo quali vasi a figure rosse, vasellame, monili d'oro ed un sarcofago in nenfro sui lati del quale erano raffigurate scene con  Amazzoni.

giovedì 16 ottobre 2014

Il Tumulo della Cuccumella a Vulci (VT).

Con un diametro di 65 ml. ed un'altezza di circa 18, la Cuccumella è il tumulo più grande di tutta l'Etruria. Si raggiunge percorrendo la strada che da Montalto di Castro (VT) porta ad Ischia di Castro (VT) e voltando a sinistra seguendo il cartello turistico che indica la tomba di Francois.

una foto aerea rende l'idea dell'imponenza
della Cuccumella
foto by futouring.it
Il tumulo, delimitato da lastre di nenfro poste di taglio su un banco di tufo e sormontate da ulteriori lastroni  che reggono il riporto di terra,   è visitabile solo durante le visite guidate che si possono prenotare presso gli uffici del Parco di Vulci. La Cuccumella, per le sue dimensioni e per la sua unicità, ha portato a credere che al suo interno si potessero trovare dei tesori archeologici e quindi indotto, sia Luciano Bonaparte che il Principe Alessandro Torlonia,  a condurre scavi indiscriminati che  come unico risultato portarono  alla devastazione del sito ed al crollo delle sovrastanti torri,  (una a pianta conica ed una a pianta quadrata, entrambe alte circa 10 ml., che probabilmente avevano la funzione di sostenere le statue che coronavano il monumento ).

il tumulo come si può ammirare oggi
Fu solo con gli scavi del 1928, operati dal Ferraguti, che il monumento venne completamente riportato alla luce con il suo imponente lungo corridoio ed il suo  misterioso ambiente  interno, collegato da due scale di sette gradini a due camere poste sui lati che si affacciano su spazi esterni probabilmente legati al culto dei morti.
Ancora oggi sulla funzione avuta dai vari ambienti della Cuccumella si fanno solo delle ipotesi. Una è che fosse un luogo dedicato a riti funebri che venivano celebrati prima dell'inumazione dei cadaveri e che le camere fossero delle camere sepolcrali, l'altra che il tumulo fosse un luogo eretto in onore di una importante famiglia etrusca del sesto secolo a.C.
Quello che è certo è che percorrere le gallerie scavate nel tufo e visitare gli ambienti portati alla luce nel corso dei vari scavi  provoca nel visitatore, ancora oggi,   l'interesse per un monumento che presenta gli stessi interrogativi e la sensazione di mistero che colpirono anche  i suoi primi scopritori.

mercoledì 10 settembre 2014

Il Mitreo di Vulci (VT).

La maremma castrense, offre a chi lo visita una sensazione di continue sovrapposizioni dovute all'attività umana,che nel corso della storia si sono succedute le une alle altre e che hanno riguardato il paesaggio, le architetture, le attività umane e quindi anche le religioni ed i riti a loro connesse. Capita spesso di avvicinarsi a luoghi di culto che sorti su templi di epoca precedente li hanno inglobati, trasformati o cancellati insieme alle religioni che questi rappresentavano. In questo senso una eccezione è rappresentata dal Tempio di Mithra che  rinvenuto a Vulci dietro alla Domus del Criptoportico. Il tempio e la statua della divinità  vennero presumibilmente distrutti dai cristiani dopo l'editto di Teodosio del 380 d.C.

ricostruzione della statua di Mitrha
foto by canino.info
Il  tempietto conteneva due banconi, i podia, per gli adepti, sostenuti da sei archetti che aggiunti a quello dell'altare raggiungevano il numero sette che equivaleva ai gradi di iniziazione di questa religione. Nel corso degli scavi vennero rinvenute statue del III secolo d.C. fra le quali due gruppi con Mithra tauroctono, una statua di Cautes ed una di Cautopates. 

il mitreo di Vulci
foto by canino.info
Il culto di Mitrha risalente al 1300 a.C., fù introdotto a Roma a partire dal I secolo d.C. dai pirati di Cilicia sconfitti e deportati da Pompeo ed in breve tempo si diffuse in gran parte dell'impero. Il mitraismo occidentale, avendo un carattere iniziatico e segreto determinò la costruzione di santuari ( mitrei ), ricavati sempre in ambienti sotterranei. Nel II-III secolo d.C., il mitraismo , senza diventare mai religione di stato, si diffuse oltre che tra le classi più modeste della società ( schiavi, liberti, operai, artigiani e piccoli commercianti ), anche tra quelle più elevate fino allo stesso imperatore.La religione presentava molte similitudini con il cristianesimo, quali la nascita dal ventre di una vergine in una grotta il 25 dicembre  giorno del solstizio d'inverno, l'abbandono del mondo a 33 anni dopo essersi reincarnato, il miracolo di Mitrha che fà scaturire l'acqua da una roccia come Mosè o San Pietro, il parallelismo tra le lustrazioni ed il battesimo e la resurrezione dei morti nel giorno del giudizio. Altre similitudini riguardavano il ruolo del Pater ( il più alto grado paragonabile al prete cristiano ),che  indossava abiti rossi come i cardinali, aveva un bastone ricurvo ( la mitrha ) e celebrava un rito simile all'eucarestia.
Tutto ciò determinò   una aspra lotta tra cristiani e mitraici, che portò ad alterne vicende quali l'editto di Costantino del 313 d.C. favorevole ai cristiani, la posizione di Giuliano l'Apostata ( 361-363 d.C.) che permise la ripresa del culto di Mitrha, fino alla vittoria di Teodosio su Eugenio e l'affermazione  definitiva della religione cristiana sul paganesimo e quindi sul mitraismo.

ricostruzione di un rito mitraico
foto by canini.info
Il mitraismo sopravvisse ancora per poco nella periferia dell'impero mentre a Roma, sopra i mitrei distrutti e saccheggiati, vennero erette chiese e basiliche. In questo senso è interessante visitare il tempio di Vulci che non essendo stato cancellato da successive edificazioni lascia al visitatore l'idea di come fossero costruiti i mitrei e di come vi  venissero celebrati i riti.