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sabato 15 luglio 2017

Le pale eoliche ed il senso dei vincoli nel paese dei cachi.

Nel paese dei cachi, vincoli archeologici e paesaggistici ti impediscono di allargare di dieci centimetri una finestra nella terra dei fuochi o di montare il motore di un condizionatore sul terrazzo  di un centro storico.
Se invece vuoi massacrare gli ultimi  angoli ancora intatti della Maremma laziale allora NULLA OSTA.

Comune di Farnese paesaggio




Comune di Farnesa paesaggio




Comune di Ischia di Castro paesaggio


lunedì 20 aprile 2015

Castro, una Cartagine in Maremma.

Si è svolta come previsto nella giornata di ieri, domenica 19 aprile, la passeggiata a Castro organizzata da Ricci, Melaragni & Co, con il patrocinio del Comune di Ischia di Castro e la consueta partecipazione della Ghaleb Editore.
La passeggiata/racconto è stata accompagnata da un pubblico numeroso che ha goduto oltre alla narrazione/spettacolo degli attori capitanati dall'istrionico Antonello Ricci, anche della presenza della preparatissima Direttrice   del Museo Civico di Ischia di Castro Anna Laura e dell'altrettanto brillante scrittrice Maura Lotti. 
Pubblico quindi alcune fotografie della bella giornata passata tra le affascinanti rovine della distrutta capitale del ducato farnesiano.

sono le 9,30 e già iniziano ad arrivare i primi partecipanti
gli artisti espongono le loro opere mentre gli
attori iniziano il loro racconto
Antonello Ricci insieme ad Anna Laura e Maura Lotti

il pubblico nel tragitto dal piazzale antistante alla tomba
monumentale a "dado" alle rovine della città di Castro



la seconda tappa del racconto/spettacolo presso le rovine
del Duomo di S.Savino

un altra immagine scattata a S.Savino

Lo spettacolo termina con l'ultima tappa del racconto nella
suggestiva Piazza Maggiore

domenica 10 agosto 2014

La villa romana della Selvicciola ad Ischia di Castro (VT). Di Paola Toiati a cura di Anna Laura #2

La demografia nel territorio di Castrum dal III secolo a.C.  al III secolo d.C.
Verso la fine del III secolo a.C. si assiste ad un forte incremento della popolazione nell'area compresa tra i Monti di Canino e il Fosso dello Strozzavolpe, con forti tracce di parcellizzazione agraria. Risale a questo periodo il primo impianto della villa romana. 

reperto proveniente dalla villa dclla Selvicciola
custodito presso il Museo Civico di Ischia di Castro
Nel I secolo a.C. , intorno all'anno 80, viene documentata una notevole riduzione del popolamento, probabilmente a seguito delle guerre civili che vedono l'Etruria centrale favorevole a Mario. Dal 120 all'80 a.C. I siti scendono da 96 a 46. Come altre volte nell'Etruria, il territorio Vulcente si risolleva ed in età Augustea le ville da 46 si attestano a 77 e per la maggior parte sopravvivono fino al II secolo d.C.  quando si assiste ad una nuova fase decrescente nel popolamento.

reperto proveniente dalla villa dclla Selvicciola
custodito presso il Museo Civico di Ischia di Castro
 Le ville presenti si trovano per la maggior parte allineate lungo l'asse viario Visentium-Vulci, già importante in età repubblicana; la maggior parte degli edifici e'presente lungo il Fosso dello Strozzavolpe. Una nuova fase di decrescita, in particolar modo sentita tra Castrum e Visentium, avviene nel corso del III secolo d.C., quando gli insediamenti rurali scendono da 67 a 43. Lo stato di conservazione in cui è pervenuta la Villa della Selvicciola non è ottimale, dato il perpetrarsi dei lavori agricoli nel tempo; in alcuni settori si è conservato soltanto il livello di fondazione.

venerdì 13 giugno 2014

Necropoli etrusche di Castro. Tomba dei Bronzi . Brano tratto da "Itinerario storico" di Anna Laura.#2

Viene così denominata per la concentrazione del materiale bronzeo che vi venne rinvenuto, malgrado fosse stata già depredata in passato. 
Uno stretto e lungo dromos immette in un vestibolo a cielo aperto sul quale si aprono quattro camere. La tomba era destinata ad ospitare un nucleo familiare di ceto elevato. La camera centrale era assegnata probabilmente al capostipite; il corredo contenuto, bronzi, vasellame da banchetto in bucchero, denota la presenza di officine vulcenti e di importazioni da area greco-orientale.




 Il modello decorativo vulcente, contaminato da influssi artistici greco-orientali, è presente anche all'esterno della tomba dove, all'ingresso del dromos, si rinvenne una serie di statue zoomorfe a tutto tondo, realizzate in nefro.

Leone alato
Le statue di animali, datate ai primi decenni del VI secolo, con funzioni di guardiani e custodi della tomba, in forme maggiori, decoravano i grandi spazi pubblici. Nella Tomba dei Bronzi vengono rappresentati differenti animali, realizzati in proporzioni diverse, con le teste rivolte a visione laterale o frontale, forse per dare movimento all'insieme.

Il cavallo.
Sono presenti leoni ruggenti, cavalli alati, arieti, una sfinge aptera con le mani impegnate a trattenere le trecce della capigliatura.

Sfinge che stringe i capelli.

E' presente un leone alato, con le ali realizzate in un motivo a scala tipico nei modelli assiri  e mediato agli etruschi attraverso i greci, così come di derivazione greca viene resa la criniera del cavallo scandita da lunghi ciuffi.La sfinge e l'ariete richiamano nell'insieme motivi ionici.
Ariete 
Alcuni animali possiedono le ali, caratteristica dell'essere divinizzato, del mezzo per lasciare il mondo terreno.
Il leone è l'animale che esprime potenza, la sfinge, animale fantastico, esprime l'ineluttabile, l'insondabile. Anche lui è un animale solare, guardiano dei due orizzonti. Il cavallo simboleggia il mondo ctonio; tradizionalmente è l'animale che trasporta il defunto in un aldilà sublimato. Infine l'ariete, simbolo di forza, fecondità e rinascita.

Sfinge a guardia del sepolcro
All'esterno della tomba, fra i frammenti delle statue, era presente un cippo di forma troncoconica a colonna, ancora parzialmente integro alto ml.2,50. Poco distante dall'area, si rinvenne una  struttura circolare di circa 5 m. di diametro, recante quattro incassi, riferibile ad un'area culturale, collegabile alla tomba, dove i quattro cippi obelisco erano disposti sulla platea circolare.
Le fotografie sono state scattate nel Museo Civico Archeologico " Pietro e Turiddo Lotti" di Ischia di Castro (VT).