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lunedì 20 aprile 2015

Castro, una Cartagine in Maremma.

Si è svolta come previsto nella giornata di ieri, domenica 19 aprile, la passeggiata a Castro organizzata da Ricci, Melaragni & Co, con il patrocinio del Comune di Ischia di Castro e la consueta partecipazione della Ghaleb Editore.
La passeggiata/racconto è stata accompagnata da un pubblico numeroso che ha goduto oltre alla narrazione/spettacolo degli attori capitanati dall'istrionico Antonello Ricci, anche della presenza della preparatissima Direttrice   del Museo Civico di Ischia di Castro Anna Laura e dell'altrettanto brillante scrittrice Maura Lotti. 
Pubblico quindi alcune fotografie della bella giornata passata tra le affascinanti rovine della distrutta capitale del ducato farnesiano.

sono le 9,30 e già iniziano ad arrivare i primi partecipanti
gli artisti espongono le loro opere mentre gli
attori iniziano il loro racconto
Antonello Ricci insieme ad Anna Laura e Maura Lotti

il pubblico nel tragitto dal piazzale antistante alla tomba
monumentale a "dado" alle rovine della città di Castro



la seconda tappa del racconto/spettacolo presso le rovine
del Duomo di S.Savino

un altra immagine scattata a S.Savino

Lo spettacolo termina con l'ultima tappa del racconto nella
suggestiva Piazza Maggiore

domenica 9 novembre 2014

Ischia di Castro e la Grande Guerra.

È stato presentato nei locali del comune di Ischia di Castro, il libro di Maura Lotti e Pier Luigi Gavazzi "Cademmo per lasciarsi la Patria libera e unita " , Ischia di Castro e la Grande Guerra, della catena di libri  "Quaderni di Ischia di Castro", edita da Davide Ghaleb Editore.


 Maura Lotti, si occupa della grande storia vista però da una prospettiva insolita, quella del suo paese natale,  lontano dai grandi scenari che abbiamo conosciuto  studiando a scuola  ma, come  migliaia di altri  piccoli centri italiani, pienamente coinvolto da drammi e mutamenti sociali tipici dei grandi eventi.
Maura Lotti durante la presentazione del suo libro
Questa volta dunque, si parla della prima guerra mondiale e Maura lo fa' senza retorica, ricordando i volti e le storie delle centinaia di soldati contadini, quasi sempre poveri ed analfabeti,  partiti per il fronte e delle decine di ragazzi morti in battaglia o una volta tornati a casa, per le ferite e le malattie contratte al fronte. Il libro parla anche delle donne, dei vecchi e dei ragazzi rimasti  a casa, che nei campi furono chiamati a sostituire chi era partito per la guerra.


Il libro si conclude analizzando  le iniziative ed i  monumenti che a questi caduti vennero dedicati  nel corso del tempo , a volte strumentalmente come durante il regime fascista, a volte in maniera spontanea e sincera. Per concludere un documento redatto in maniera scientifica ma allo stesso tempo coinvolgente  perché mostra un grande evento storico attraverso i  volti e nomi  di alcuni  di quei milioni di italiani che quasi mai    conosciuti e ricordati.

giovedì 16 ottobre 2014

Il nuovo libro di Maura Lotti " Ischia di Castro e la grande guerra".

La nostra amica Maura Lotti  ha inviato la locandina del nuovo libro che ha scritto in collaborazione con Pier Luigi Gavazzi e che riguarda un periodo della storia di Ischia di Castro forse meno noto ad un pubblico che conosce questo territorio come terra di etruschi, Farnese e poco altro. Vi lascio quindi alle  parole di Maura ed alla lettura di questa sua ultima fatica.

Il secondo volume della collana "Quaderni di Ischia di Castro" (Davide Ghaleb Editore) vuole omaggiare il Centenario dell'entrata dell'Italia nella Prima Guerra Mondiale, attraverso una ricerca di tutto ciò che lega il paese a quel conflitto; tratta degli arruolati da Ischia, dei Caduti paesani, della vita nell'esercito ed in trincea; racconta anche di un secolo di celebrazioni, inaugurazioni di targhe e monumenti, ma soprattutto tende a sottolineare lo spaccato umano e sociale di chi partì dal paese per andare a combattere la Grande Guerra per "...lasciarvi la Patria libera ed unita".







lunedì 29 settembre 2014

La Maremma Castrense terra di contrabbando durante il Risorgimento.

Tratto da "Terra e unità - Ischia di Castro nel Risorgimento" di Maura Lotti, questo brano offre l'immagine di questa terra di confine, tra Toscana e Lazio durante il Risorgimento.
Terra di confine
Contrabbandieri, attivisti ed emigranti.
Il contrabbando delle armi o del materiale rivoluzionario era un surplus a quello principale delle granaglie per la questione della tassa sul macinato : si portava il grano a macinare in Toscana e si faceva rientrare farina esentasse in territorio pontificio.

il Voltone, terra di confine tra Lazio e Toscana

Questo commercio era particolarmente favorito dagli oppositori del governo in quanto rappresentava una ripercussione sfavorevole per le casse papali. Inoltre tale traffico collaudato si prestava bene come mezzo per far entrare nel patrimonio di San Pietro non solo stoffe rosse, bianche e verdi, armamenti e stampe antipapali, ma anche attivisti ne soldati in "camicia rossa". Le Bande Garibaldine che entrarono nel Territorio Pontificio erano tutte accompagnate da guide locali che sapevano bene dove far passare le varie compagnie o i gruppi di volontari e dove alloggiarli.
Trafficanti, briganti o presunti filoitaliani ( i Bocci, lo stesso Domenico Tiburzi o Alessasndro Gavazzi) venivano assoldati come scout. Dopo il 1861, vista la vulnerabilità della frontiera, l'inadeguatezza delle Forze e data la  stessa corruzione che aleggiava tra i finanzieri doganali Pio IX promise un premio di 50 scudi a chi avesse fatto catturare i contrabbandieri.

la vecchia stazione pontificia del Voltone
La strada che allora passava per la dogana del Voltone sembrava fatta apposta per facilitare il contrabbando. Attraversava e lambiva due zone in cui la dispersione era favorita da due macchie, quella del Lamone e quella del Voltone, pressochè impenetrabili da chi non ne fosse più che esperto conoscitore.

la macchia del Lamone con i suoi sentieri
Macchie che rappresentavano una sorta di cuscinetto posto tra i due stati ; infatti all'interno vi erano, ed in parti vi sono tutt'oggi, sentieri che uniscono direttamente la Toscana e territori papalini di Ischia o Farnese, senza lambire le allora strade principali.
I moti del 60 si spensero e in un proclama del 1860 venne ordinato di sospendere le operazioni rivoluzionarie ed attendere l'imminente fine del governo pontificio. Molti appartenenti della Lega dei Comuni prenderanno la via dell'esilio, e tra questi un folto gruppo di farnesani e di ischiani.