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venerdì 29 agosto 2014

L'area archeologica e paesistica di Castro nel Comune di Ischia di Castro e del perché l'Italia e' in crisi.

La città di Castro, una meraviglia storica e paesistica, di cui mi sono più volte interessato in passato, sorge in un'area più vasta e ricca di bellezze naturalistiche ed archeologiche, nella quale spiccano tombe monumentali etrusche,  boschi, fiumi e vie cave.
In poche parole, un ben di Dio, che potrebbe, anzi dovrebbe, essere adeguatamente tutelato, valorizzato e sfruttato per  promuovere un turismo di qualità in grado di affiancarsi all'agricoltura e dare sollievo ad un territorio in crisi come ormai tutto il resto del Paese.
Anche se questo  blog e' nato per far conoscere le bellezze di un territorio poco conosciuto ma ricco di storia, tradizione e bellezze naturali, voglio oggi fare uno strappo alla regola e mostrare quello che potrebbe essere ed invece non è. Uno dei tanti casi di disinteresse che porta inevitabilmente al degrado di un patrimonio che tutto il mondo ci invidia e che, come si suol dire, potrebbe essere il nostro petrolio, la nostra fonte di ricchezza.
Inizia ora il tour fotografico nell'area archeologica di Castro :
 1)in una giornata di fine agosto, con un bel magnifico, si arriva in un parcheggio desolatamente vuoto :

ore nove, vista del parcheggio
macchine presenti una ( la mia )
la tomba a casa,   il primo monumento
che si può ammirare quando si arriva a Castro
la parte alta della tomba infestata dalle erbacce

2) superato l"ingresso della città di Castro, si prosegue verso la necropoli di Castro, su una altura tufacea dove probabilmente sorgeva un abitato etrusco :

ingresso degli  scavi dove venne trovata
la tomba della biga
tabelle turistiche

tomba dei bronzi e sullo sfondo
la tomba della biga

la parte della necropoli che
affaccia sulla valle

tomba dei bronzi allagata

tomba della biga allagata
3) dopo una dolorosa visita alla zona degli scavi archeologici, ed una triste visione delle tombe-piscina, si prosegue verso la tomba del Principe Massimo, una tomba a camera con soffitto a travetti rilevati, simili a travi. Nella necropoli di Castro rappresenta un unicum come tipologia architettonica che riporta a modelli cretani. Ovviamente non segnalata e non  visitabile :

tomba del Principe Massimo

atrio ovviamente allagato
4) proseguiamo ora verso i colombai, come  segnalato nella planimetria esposta al parcheggio :

ingresso del colombaio, anche lui non segnalato
5) Scendendo verso il fiume Olpeta, si intravvedono nel fogliame  due segnalazioni, una indica la via cava, una il sentiero per la Porta Castello. Decido di seguire il sentiero per Porta Castello :

sentiero per Porta Castello : inagibile


6) Essendo purtroppo sprovvisto di machete ripiego per le vie cava. In fin dei conti le volevo vedere da tanto tempo. Dopo aver vagato in mezzo al bosco alla ricerca di una pur minima segnalazione, intravedo finalmente il fiume Olpeta ed i ruderi di un ponte antico e  di uno moderno. Intuizione: bisogna guadare il fiume :

i ruderi del ponte antico

i ruderi del ponte nuovo
i ruderi del sentiero turistico

7) guadato il fiume, un cartellone in buone condizioni indica finalmente la giusta via. Devo dire che nonostante le difficoltà per individuarle, le via cave di Castro sono veramente belle, presentano un primo livello di epoca etrusca ed un allargamento di epoca medioevale, con un basolato che non mi era mai capitato di vedere nelle più note vie cave del grossetano.

dimenticavo, anche la via cava non sarebbe praticabile
causa caduta massi, però la rete e aperta e chi vuole entra lo stesso
la via cava pavimentata in
epoca medioevale
particolare del basolato che privo di
manutenzione stà andando in malora
via cava

in questa immagine si può notare
come la via cava sia stata allargata in epoca medioevale
8) stanco ma soddisfatto per aver comunque passato una mattinata in un luogo meraviglioso me ne torno a casa:

il parcheggio ancora desolatamente vuoto

venerdì 13 giugno 2014

Necropoli etrusche di Castro. Tomba dei Bronzi . Brano tratto da "Itinerario storico" di Anna Laura.#2

Viene così denominata per la concentrazione del materiale bronzeo che vi venne rinvenuto, malgrado fosse stata già depredata in passato. 
Uno stretto e lungo dromos immette in un vestibolo a cielo aperto sul quale si aprono quattro camere. La tomba era destinata ad ospitare un nucleo familiare di ceto elevato. La camera centrale era assegnata probabilmente al capostipite; il corredo contenuto, bronzi, vasellame da banchetto in bucchero, denota la presenza di officine vulcenti e di importazioni da area greco-orientale.




 Il modello decorativo vulcente, contaminato da influssi artistici greco-orientali, è presente anche all'esterno della tomba dove, all'ingresso del dromos, si rinvenne una serie di statue zoomorfe a tutto tondo, realizzate in nefro.

Leone alato
Le statue di animali, datate ai primi decenni del VI secolo, con funzioni di guardiani e custodi della tomba, in forme maggiori, decoravano i grandi spazi pubblici. Nella Tomba dei Bronzi vengono rappresentati differenti animali, realizzati in proporzioni diverse, con le teste rivolte a visione laterale o frontale, forse per dare movimento all'insieme.

Il cavallo.
Sono presenti leoni ruggenti, cavalli alati, arieti, una sfinge aptera con le mani impegnate a trattenere le trecce della capigliatura.

Sfinge che stringe i capelli.

E' presente un leone alato, con le ali realizzate in un motivo a scala tipico nei modelli assiri  e mediato agli etruschi attraverso i greci, così come di derivazione greca viene resa la criniera del cavallo scandita da lunghi ciuffi.La sfinge e l'ariete richiamano nell'insieme motivi ionici.
Ariete 
Alcuni animali possiedono le ali, caratteristica dell'essere divinizzato, del mezzo per lasciare il mondo terreno.
Il leone è l'animale che esprime potenza, la sfinge, animale fantastico, esprime l'ineluttabile, l'insondabile. Anche lui è un animale solare, guardiano dei due orizzonti. Il cavallo simboleggia il mondo ctonio; tradizionalmente è l'animale che trasporta il defunto in un aldilà sublimato. Infine l'ariete, simbolo di forza, fecondità e rinascita.

Sfinge a guardia del sepolcro
All'esterno della tomba, fra i frammenti delle statue, era presente un cippo di forma troncoconica a colonna, ancora parzialmente integro alto ml.2,50. Poco distante dall'area, si rinvenne una  struttura circolare di circa 5 m. di diametro, recante quattro incassi, riferibile ad un'area culturale, collegabile alla tomba, dove i quattro cippi obelisco erano disposti sulla platea circolare.
Le fotografie sono state scattate nel Museo Civico Archeologico " Pietro e Turiddo Lotti" di Ischia di Castro (VT).