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domenica 30 luglio 2017

A Latera contro il pericolo geotermico.

Una giornata a Latera per la difesa della Maremma e della salute di tutti. Quelli che non si fidano delle rassicurazioni dell'ENEL e della promessa di fantomatici posti di lavoro non perseverano negli errori di 20 anni fa.

La partenza da Piazza IV novembre

verse la centrale ENEL

sotto il sole

una sosta all 'ombra per recuperare le forze

alla centrale abbandonata costata una montana di denaro pubblico e chiusa dopo tre mesi

la musica itinerante che ha accompagnato il corteo
il ritorno

venerdì 28 luglio 2017

Oreste il cane di San Rocco.

Si chiamava Oreste ed era un bastardino bianco: quando San Rocco, colpito dalla peste, decise di attendere la fine in un bosco, rimase accanto a lui, lo dissetò e gli portò un po' di pane; poi mori con lui. Era il 16 Agosto 1331.
Oreste e' sempre presente nelle statue e nei quadri che rappresentano S.Rocco, come ad Ischia di Castro nella chiesa dedicata al Santo  o a Latera in una  chiesetta di campagna . Storie di paese raccontano anche di contadini e minatori, che tornando la sera dal lavoro vedevano il cane Oreste gironzolare intorno alla chiesa. Verita', stanchezza o qualche bicchiere di buon vino?

la statua di S. Rocco ad Ischia di Castro

Oreste porge il pane

affresco nella chiesa di S.Rocco a Latera

Oreste



giovedì 27 luglio 2017

Errare e' umano. Latera (VT).

Domenica 30 luglio, con partenza alle ore 9,00 da Piazza IV Novembre a Latera, e' prevista una passeggiata contro il pericolo geotermico.
Per non passare come il solito disfattista capace solo a dire no, pubblico alcune fotografie di cio' che gia' fu' : soldi pubblici buttati tanti, posti di lavoro zero.


pozzo : profondita" ml. 2.400, posti di lavoro zero

panorama della caldera con vista sulle serre abbandonate, anche qui posti di lavoro zero.

particolare delle serre
caldera  : panorama con tubi inutili

snodo con vista

il capolavoro finale

domenica 23 luglio 2017

A volte ritornano. Latera (VT).

L'esperienza disastrosa degli anni 90 non basta. Una centrale geotermica costata miliardi e fermata dopo solo tre mesi per i danni che stava producendo al territorio ed alla salute della popolazione, non insegna niente agli appassionati degli incentivi pubblici. Errare e' umano, perseverare e' diabolico.



Latera. Memorie dal sottosuolo. Latera(VT).

In sinergia tra Simulabo, Banda del Racconto ed il Museo della terra di Latera, si e' svolta la passeggiata che ha attraversato la  storia del lavoro nelle miniere che ha  caretterizzato Latera fino alla fine degli anni cinquanta. 

la partenza dal Museo della terra

verso la chiesa di  S.Sebastiano

Il percorso iniziato dal museo, e' proseguito nella campagna con due soste che hanno ci hanno permesso di visitare le due chiese di campagna di S.Sebastiano e di S. Rocco, per arrivare poi ai piedi della piu' antica miniera di Latera.

Antonello Ricci, un ex minatore e Marco D'Aureli raccontano

la sosta a S.Rocco

la vecchia minira di zolfo

un vecchio magazzino per lo stoccaggio dei minerali
Durante la passeggiata Marco D'Aureli e Antonello Ricci hanno raccontato la storia e l'impatto che l'attivita" estrattiva ha avuto su questo territorio, dal suo inizio nel  XVI secolo fino alla disastrosa esperienza della centrale geotermica dell'ENEL negli anni 90.

Mauro e le sue storie di zolfo, fantasmi e vino

Gradevolissima anche la partecipazione degli abitanti del paese che hanno arricchito il racconto constorie di miniera, minatori, di santi e di fantasmi.


venerdì 21 luglio 2017

Ma quanto e' bello andare in giro intorno al lago di Mezzano. Valentano (VT).

Il lago  vulcanico ha origine propria ed ha il fiume Olpeta come emissario. Essendo molto piccolo, con un perimetro di soli due chilometri e mezzo, e' l'ideale per una bella passeggiata. Il lago e' vicino sia a Valentano che a Latera.







giovedì 11 dicembre 2014

L'Osteria , cuore pulsante della Latera di un tempo.

Latera era la porta che dallo Stato Pontificio portava in Maremma ed anticamente la zona più viva dell'intero abitato era quella situata nella parte bassa, all'inizio del borgo, che ancora conserva il nome di "Osteria". Li si trovava la locanda dove si fermavano forestieri e viaggiatori che andavano o tornavano dalla Maremma e dove andavano i paesani a bere un bicchiere di vino e a passare il tempo libero dai lavori nei campi.


L'Osteria, a fianco della chiesa di S.Pietro e subito prima dell'omonima porta, era di proprietà del comune e compariva già nello statuto del 1479 insieme alle disposizioni che venivano impartite all'oste che se ne aggiudicava l'affitto ed acquisiva il diritto di vendere il vino, di alloggiare e di amministrare il vitto si forestieri.
Il piano terra era composto da due grandi vani comunicanti tra loro che venivano usati come stalla per gli asini, i muli ed i cavalli dei forestieri ; al primo piano c'era la cucina, un vano per mangiare e due stanze per dormire. C'era poi un secondo piano dove si trovavano le cosiddette " stanze del Commissario" probabilmente riservate ai notai, commissari o personalità che arrivavano a Latera per questioni d'ufficio. Faceva parte dell"Osteria, ma fuori dalla Porta, un'area recintata che alloggiava il bestiame di passaggio o gli animali che le guardie trovavano a provocar danni nelle proprietà private.




Il periodo di maggior importanza per l'Osteria, iniziò a partire dal 1639, quando il duca Pietro Farnese istituì la Fiera di Merci e Bestiame e fece costruire nel 1646 una lunga vasca in muratura per abbeverare il bestiame, conosciuta ancora oggi come "Fontana del'Osteria".
Attualmente non esiste alcuna traccia ne' della porta ne' dell'Osteria ed al suo posto c'è' un edificio recentemente destinato dal comune all'ampliamento del Museo della terra.

martedì 28 ottobre 2014

Inaugurazione del palazzo Farnese a Latera (VT).


inaugurazione della nuova sede comunale
Dopo molti anni di lavori, e' stato presentato il primo piano  del Palazzo Farnese di  Latera. Il palazzo progettato dal Vignola, presentò soluzioni architettoniche riprese poi nel più' famoso palazzo di Caprarola e nella Reggia di Caserta.

la loggia vista dal cortile
la scala che dal cortile porta alla sala
del camino
Oggi, dopo lavori di ristrutturazione iniziati negli anni 90, il piano nobile del palazzo diventa la nuova sede comunale e presenta al pubblico alcuni importanti dipinti ed affreschi di proprietà della comunità di Latera.

la stanza sul ponte che collega il palazzo alla rocca medievale
la Madonna del Rosario


il coretto con grata che permetteva ai Farnese di assistere alle
funzioni liturgiche senza essere visti


 Speriamo che in futuro il comune possa avere i finanziamenti necessari al restauro del piano terra e del sottotetto, in modo da poter completare l'opera di conservazione e risanamento di tutto il palazzo.

il palazzo ristrutturato

La Trinità e gli Arcangeli
attribuito al Perugino

il soffitto della stanza del "ponte" che
collega la Rocca con il Palazzo

S. Giuseppe morente
scuola senese del XVII-XVIII secolo


la Pietà e i santi Maria Maddalena e
Francesco

venerdì 24 ottobre 2014

Gli Aldobrandeschi.

Quando si parla delle potenti famiglie che hanno influenzato, nel bene o nel male, la storia della Maremma Castrense, il pensiero va' subito ai Farnese. In realtà i più potenti signori della Maremma furono gli Aldobrandeschi. Famiglia di origine longobarda, ebbero fin dal VIII secolo in concessione come feudo,  probabilmente dalla Chiesa, Pitigliano ed altri paesi,  che con permute e compravendite ingrandirono fino a comprendere tutta la Maremma grossetana e parte dell'attuale provincia di Siena. Il loro potere duro' fino al 1293 quando la contea passò agli Orsini.

lo stemma con il leone al quale fu aggiunta
mezza aquila
Nel 935 trasferirono la loro residenza da Roselle a Sovana a seguito delle incursioni dei Saraceni. Gli Aldobrandeschi, per un breve periodo, estesero le loro proprietà anche ai paesi della Maremma Castrense, quando il Papa Gregorio VII estese la loro giurisdizione alla Val di Paglia ed alla valle Ontana e di conseguenza ai paesi di Acquapendente, Onano, Proceno, Valentano, Ischia, Farnese, Latera e Montaldo.

Ildebrando di Sovana, Papa Gregorio VII
Della presenza degli Aldobrandeschi nel nord del Lazio rimangono solo pochi documenti e nessuna testimonianza significativa.

giovedì 23 ottobre 2014

La Sagra del Marrone a Latera (VT).

Anche quest'anno, nell'ambito  delle Feste della Castagna della Tuscia,  nelle due ultime settimane di ottobre, si svolge a Latera la Sagra del Marrone. Questa iniziativa, arrivata alla XXIX edizione, vuole rilanciare una coltivazione che, nonostante la forte presenza di castagneti, è stata progressivamente abbandonata ed è oggi portata avanti soltanto da pochi anziani agricoltori. Le castagne di Latera derivano dal Marrone fiorentino per aspetto e caratteristiche, ma sono più grandi grazie alle particolari condizioni ambientali ed alle caratteristiche del terreno di origine vulcanica.
La sagra che  si svolge nei vicoli e nelle piazze del  centro storico del paese,  oltre alla degustazione di caldarroste e vino locale sarà arricchita da altre iniziative legate alla musica ed all'artigianato.


Programma SABATO 26 OTTOBRE Ore 17 Degustazione di caldarroste e mescita di vino dolce e musici in piazza IV Novembre
Ore 20 Serata conviviale presso Centro Polifunzionale “TANA DEL GOLOSO”
DOMENICA 27 OTTOBRE Ore 9.30 MOSTRAMERCATO ARTIGIANALE
Ore 12 degustazione di caldarroste, mescita di vino dolce e musici
in piazza IV Novembre e della Rocca
Ore 12 Apertura stand gastronomici presso Centro Polifunzionale “TANA DEL GOLOSO”
Ore 15 TRATTENIMENTI MUSICALI VARI

Ore 16 Il ciclo del Formaggio con degustazione della “Scotta” in piazza S. Clemente;
Ore 20 Serata conviviale presso Centro Polifunzionale “TANA DEL GOLOSO” 

martedì 14 ottobre 2014

L'organizzazione diocesana alto-mediovale ed il fenomeno dell'accastellamento ( di Carlo Nanni ).

Tratto dal libro di Carlo Nanni, " Castro e il suo Santo Vescovo", questo brano descrive l'organizzazione politico-religiosa alto medievale ed il fenomeno dell'incastellamento che ha poi determinato lo sviluppo di molti centri della maremma castrense.
"A tutt'oggi mancano notizie certe sulla situazione iniziale della diocesi di Castro, pur ammettendo unanimemente che essa ha origini antichissime." " il Kehr, riportava dagli archivi vaticani, una bolla di papa Paolo II datata 14 novembre 1465, in cui il papa lamentava che non esistessero lettere originali sulla fondazione della Chiesa castrense ..." . "In essa si confermavano le possessioni dell'episcopato dei santi Savino e Pancrazio di Castro. Si parla di una chiesa di san Pancrazio in Castro, in cui è la sede episcopale, di una pieve di San Pietro in Vulci, e varie altre pievi e chiese. Molte di esse sono oggi difficilmente localizzabili. Alcune comunque appaiono circoscrivibili a località nei territori di Montalto, di Pescia, di Canino, di Musignano, di Castellardo, di Pian di Morrano, di Bisenzio, di Latera, di Manciano, del ponte della Badia di Regisvilla ( l'antico porto di Vulci), di Ischia. A Ischia è forse anche situabile "l'ecclesiam sancti Angeli in Parti".

il castello della Badia a Vulci
le rovine di Castellardo
Ischia di Castro
Ma il documento è anche interessante perchè attesta , una situazione di passaggio dall'organizzazione diocesiana fatta prevalentemente di pievi ( tipica del fine impero romano e dell'alto medioevo longobardo), a quella basata sui castelli e terre ( tipica dell'età feudale ).
Alla fine del periodo dell'impero romano e nel periodo gotigo-longobardo, sulle città prevalevano le ville dei latifondi e i villaggi rurali.

la villa romana-gotica della Selvicciola
Alla chiesa cattedrale nella città, facevano corona nella campagna le pievi, le chiese delle "plebes" che avevano il fonte battesimale. In tal modo le pievi assurgevano a vere e proprie "succursali" della chiesa cattedrale, dove , originariamente, era esclusivamente il battistero. A loro volta le pievi erano coronate da una fitta rete di chiese e cappelle dipendenti.
Ma verso al fine del periodo longobardo e con l'affermarsi del sistema feudale, il punto di riferimento diventò il castello, abitato o comunque di proprietà del feudatario : il fenomeno è conosciuto come processo di "accastellamento". Oltre la città, la diocesi viene a conglobare terre, castelli, fortezze, masserie, ville, villaggi, casali, borghi e fondi.
Il castello spesso conglobò dentro di sè la pieve  o la chiesa parrocchiale o in altri casi coabitò con essa, che era sita nel borgo, appena fuori o attorno o nelle adiacenze del castello.Altre volte la soppiantò, destinandola ad un lento deterioramento o abbandono, se sita più lontano, nelle campagne distanti dal castello.

Valentano


Latera - pieve di S. Clemente
Così ad esempio, nel circondario della diocesi di Castro, il Castello di Valentano, sorto dopo il 1503, ha la pieve "extra Castrum". Invece il castello di  Latera si è sviluppato attorno alla pieve di san Clemente tra il X ed il XI secolo.