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mercoledì 12 luglio 2017

Camminando la mattina. Il Voltone, Farnese (VT).

Agli amanti del paesaggio e  delle passeggiate consiglio una visita al Voltone. Compreso tra la Selva del Lamone, la linea di confine tra Lazio e Toscana ed il Lago di Mezzano, il Voltone offre la possibilita' di godere di panorami magnifici ed incontri con la fauna della Maremma.

La strada di campagna che parte dalla strada provinciale 117 a circa quattro km dl Voltone






Si prosegue lungo la Selva del Lamone

Aall'ombra dei quercioli fino al Voltone e alle Sorgenti della Nova...


...deviando prima del Voltoncino fino ad entrare nel Comune di Pitigliano



verso Pitigliano


Panorama


La fonte ( qui c'era un capriolo ma sono stato troppo lento a scattare)
Monte Becco

terreno colto Vs. terreno incolto
Al confine guardando l'Amiata

fagianella a passeggio
albero solitario

sabato 12 luglio 2014

La tomba del Gottimo nella Selva del Lamone (VT).

Tra le tante testimonianze del controllo esercitato dagli etruschi sul territorio di Farnese e della Maremma Castrense in genere, spicca la tomba monumentale del Gottimo. Per raggiungerà bisogna entrare nella Riserva Naturale Regionale della Selva del Lamone e seguire il sentiero degli etruschi.

la tagliata che conduce al sentiero
della tomba del Gottimo
Dopo aver percorso una tagliata caratterizzata da evidenti tracce di tombe etrusche, sulla destra si incrocia un sentiero che conduce alla tomba in stile vulcente del Gottimo. Databile intorno al V-IV secolo a.C., la tomba del Gottimo, appartenuta probabilmente ad una importante famiglia gentilizia, presenta una complessa architettura che richiama quella della casa etrusca.

ingresso
L'ingresso, a forma trapezoidale, lungo circa 12 metri e largo 2, era caratterizzato da una porta di accesso  con  pilastri ed architrave . Il primo ambiente, di dimensioni 5,40 x 3,60 metri, ha la forma di un trapezio isoscele con la base maggiore in basso, e presenta  un  soffitto lavorato in modo da richiamare le travature tipiche delle case etrusche. 

soffitto
bancone scavato nella roccia
 Sui lati, ricavati nella roccia,  si possono osservare dei banconi che avevano la funzione  di letti funebri per la deposizione dei morti. 


Sulla parete di fondo si aprono le porte dalle quali si accede a due celle speculari delle dimensioni di 3,00 x 2,00 metri, con banconi e soffitto seminvoltato. Ai lati del dromus erano alloggiate delle statue di cui resta solo un frammento esposto al Museo  Civico di Farnese.

martedì 27 maggio 2014

Immagini del centro storico di Latera (VT).

Latera è un paese che confina a nord con la Toscana e si trova a pochi chilometri dal Lago di Bolsena, pur non affacciandosi direttamente sullo stesso. Nel suo territorio ricade anche il lago di Mezzano. Il paese è arroccato su un un costone  e domina una vallata di origine vulcanica ( la caldera ) .
il centro storico come si presenta a chi arriva dalla strada castrense
panorama 
il paese visto dalla strada che porta a Farnese
S. Clemente
la Rocca di origine longobarda
vicolo
il Palazzo Farnese
il campanile di S. Clemente 
la piazza di S. Clemente all'ingressod el centro storico
la Rocca di origine longobarda oggi sede del Municipio
vicolo Farnese
il ponte che collega il Palazzo Farnese alla Rocca
porta longobarda
vicoli del centro storico

via delle mura
le mura
la porta da cui si accede al centro storico
corso Vittorio Emanuele III
scalinata nella parte ottocentesca di Latera
il Museo della Terra









venerdì 16 maggio 2014

Le Sorgenti della Nova.

La nova scaturisce da una polla d'acqua, che sgorga
da un antro o grotta nascosta, la quale sembra formata
con artificioso mistero
Anonimo ( 1770 circa )

sorgente della Nova
Le Sorgenti della Nova sono un importante sito archeologico che si trova nel Comune di Farnese (VT), su uno sperone roccioso al centro del territorio compreso,ad occidente dal medio corso del fiume Fiora ed a nord dalle dolci arrotondate colline toscane.
ingresso del sito
Il paesaggio della zona, rimasto intatto fino quasi ai giorni nostri, stà conoscendo,negli ultimo decenni, modificazioni dovute all'apertura di cave, nuove strade ed ai moderni sistemi di aratura in profondità. Questi mutamenti spesso, oltre a cambiare il paesaggio vanno ad intaccare ed a volte a distruggere insediamenti non immediatamente riconoscibili come i centri preistorici e protostorici.
Anche l'abitato monumentale delle Sorgenti della Nova, che sorge nel punto di confluenza tra il fosso della Varlenza ed il fosso della Nova, è stato in parte distrutto in seguito all'apertura di una cava che ne ha amputato un ampio settore.


cava

Unico fino ad oggi, questo centro protoetrusco,mantiene visibili, strutture cronologicamente databili all'età del bronzo. Abbandonate all'inizio del IX secolo a.C., le Sorgenti della Nova vennero scarsamente abitate in epoca etrusca per poi essere di nuovo occupate nel medioevo, periodo che vide l'edificazione di un castello accanto al quale, separati da un fossato, si trovano una chiesa ed il cimitero.

la torre ripresa ( vista interna al sito )

la torre vista da fuori

la scala di accesso alla chiesa medioevale

I ritrovamenti di maggior rilievo riguardano ovviamente l'abitato dell'età del bronzo del quale gli scavi archeologici,eseguiti dall'Università di Milano, hanno portato alla luce grotte artificiali, fondazioni di capanne, forni, bacini per la raccolta delle acque che testimoniano il carattere monumentale e la forma protourbana dell'insediamento.

cisterna

grotta scavata artificialmente

resti di tre abitazioni succedutesi nel tempo
basamento di una capanna  (età del bronzo )
grotte scavate artificialmente

La straordinaria importanza del sito, stà nel fatto che costituisce la prova che il modello abitativo tipico dell'area dei tufi ( Pitigliano, Sorano, Farnese), contrariamente a quanto pensato fino alla sua scoperta, non risale all'età etrusca ma ad un periodo molto più antico.
Lo stato attuale dei luoghi non permette una documentazione fotografica migliore. Speriamo di trovare una situazione diversa nel corso della prevista escursione del gruppo.

martedì 13 maggio 2014

Ischia di Castro. Le radici profonde ( di Carlo Nanni ) #4

Il succedersi delle dominazioni medioevali : Ischia e i Farnese.
Alla fine del secolo XI, Ischia comparve nel numero dei paesi del Patrimonio di San Pietro in Tuscia su su cui si estense la giurisdizione dei conti Aldobrandeschi per il beneplacito di Gregorio VII, insieme a Valentano, Farnese, Montalto e altri Castelli, ma si trattò di un dominio di breve durata che presto si trasformò in qualcosa di nominale.

foto by koino.wordpress.com

Dopo il 1202, mentre Siena premeva a Nord-ovest, insieme ad altri paesi della "marittima", Ischia si pose sotto la protezione di Orvieto.Nella divisione del 1274 tra il ramo degli Aldobrandeschi di Sovana e quello di Santa Fiora, Ischia fù tra quelle terre su cui i conti Aldobrandeschi non vantarono che diritti senza possesso effettivo.

papa Gregorio VII
foto by sovana.altervista.org

Si aprì così un nuovo capitolo della storia, nel quale si affermò su di essa e sui castelli vicini la signoria Farnese che ne determinò tutto lo sviluppo storico successivo. In questo periodo il castello chiudeva già al suo interno tutto il paese di Ischia. Della vita di quei tempi rimane l'episodio che si colloca nel contesto delle lotte tra le opposte fazioni , sortte durante lo scisma attorno ai papa  " romani " o all'opposto ai papa "avignonesi" per il quale in quel momento erano i Farnese.
Il 5 luglio gli ischiani si sollevarono contro i Farnese, uccisero tre componenti della famiglia e due li tennero prigionieri in un pozzo-silos.

papa Paolo III
foto by www.artinvest2000.com

Passati con Ranuccio III al servizio dei papa "romani", i Farnese, nella prima metà del '400, estesero la loro signoria su gran parte dei paesi compresi tra il Fiora, il lago di Bolsena ed il fiume Marta; ma ben presto il casato si divise in due rami : uno che aveva Latera e Farnese, lasciate da Ranuccio III al fratello Bartolomeo; l'altro, il ramo principale, illustrato dal cardinal Alessandro, poi papa Paolo III; che raccolse in poco tempo sotto di sè tutti gli altri beni della famiglia. Da quel momento in poi Ischia e Farnese, tra di loro distanti neanche 3 km, saranno divise e faranno storia a sè, con ripercussioni non solo in campo economico, ma anche in quello più largamente culturale.