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giovedì 7 maggio 2015

Macchiaioli a Marsiliana e Capalbio. Alfio Cavoli, Maremma amara.

Sul finire dell'ottocento, un altro celebre macchiaiolo, Eugenio Cecconi, frequentò assiduamente le zone della Marsiliana , di Capalbio e del Lago di Burano e oltre a riempire il carniere d'ogni sortta di animali, dipinse a sua volta quadri indimenticabili come Caccia al cinghiale nel padule di Burano, Il colpo di grazia al cinghiale ferito, l'insoglio, La tela delle folaghe, Partenza per la caccia dalla porta di Capalbio, dove la Maremma palpita di verità e poesia.

Caccia al cinghiale nella palude di Burano

Cecconi, che era avvocato, abbandonò ben presto la professione forense per dedicarsi anima e corpo alla pittura. Di lui, sull'Antologia del gennaio 1905, Guido Biagi scrisse : "...era pittore, era letterato e poeta e , soprattutto, cacciatore ".

Partenza dalla porta di Capalbio

La sua attività artistica e venatoria è ampiamente documentata nel volume " Cacce e cacciatori di Toscana " di Mario Puccioni, ma anche in un altro libro delizioso per chi ami la terra dei butteri che si intitola "Giornate di Caccia" del senatore Eugenio Niccolini . 

mercoledì 6 maggio 2015

I Macchiaioli a Marsiliana e Capalbio. Da Maremma amara di Alfio Cavoli.

Alla Marsiliana del principe Tommaso Corsini , Giovanni Fattori dipinse i famosi quadri della merca  e dei butteri con le mandrie dei buoi.
Il grande artista livornese fu ospite di questa fattoria del basso Grossetano nel 1882 e negli anni immediatamente successivi.

Mandrie maremmane

I dipinti Tre butteri con mandrie di bovini, Marcatura di puledri, Marcatura di torelli in Maremma, Mandrie maremmane, Il salto delle pecore, e tanti altri furono concepiti nelle sue nude e assolate campagne dove l'allevamento del bestiame allo stato libero rappresentò non solo una cospicua fonte di reddito per i padroni ma anche una nota dominante d'autentico folklore nella grande pianura che si estende fino al mare. 

La marca dei puledri


La marca dei torelli


Il salto delle pecore

Giovanni Fattori seppe così ben imprimere nelle sue tele il sapore e il colore di quelle atmosfere di vita brada che, chi conobbe la Marsiliana prima della riforma fondiaria non stenta  a trovare una perfetta corrispondenza tra i dipinti e la realtà.Il caposcuola dei Macchiaioli restò talmente impressionato da quelle scene, in pieno sole, affollate di mandrie e di uomini rudi, rotti alle più dure fatiche, che assai più tardi, nella sua Livorno, rappresentò con perfetto realismo questi aspetti salienti della Maremma grossetana traendo spunto dalle immagini che aveva fissato sui taccuini e che gli erano rimaste impresse nella memoria.

mercoledì 19 novembre 2014

Ricette natalizie della maremma castrense. Il torciglione.

'L torcigghione
Che Natale sarebbe se al cenone 
nun ce fosse a la  fine 'l torcigghione!
P'aiutavve e pe fà bella figura
V'emparo a fallo senza avè paura

Capate noce, nocchie e mandoline
( attente : se le scrozzate sò fine 
e ve cascheno dentro scasualmente
c'è pericolo de roppese le dente ).
Mettete a mollo l'ua passarina,
fate la cioccolata fina fina,
mischiate fiche secche e le cannite
co cannella e co zucchero acconnite.
Questo che avemo detto adè ripieno
megghio che sia de più e no de meno.
Pè la lansagna so che la sae fà
e nu c'è niente che t'ho da 'mparà:
Su 'na  cosa però me fermo 'n pelo :
ha da esse fina fina come 'n velo!
Poe fa su tutto bene avvoltolato 
come se fosse 'n serpo arruncinato.
Quenno è finito tutto, cò du nocchie 
piantate ne la testa, ghie fae l'occhie.
Sbatte dù torle p'allustrallo 'ntorno
mette ne la lamiera e porta al forno.
( Enrico Romanelli )