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giovedì 24 agosto 2017

Il Museo Civico di Ischia di Castro (VT).

Chi visita il territorio del Comune di Ischia di Castro, non può fare a meno di recarsi all'eremo di Poggio Conte ed alle rovine dell'antica città di Castro. L'insediamento di Poggio Conte, ricavato interamente in un costone di tufo , si affaccia nella valle del Fiora ed è inserito in un meraviglioso contesto naturalistico con la fitta vegetazione che lo nasconde e la suggestiva cascata nelle immediate vicinanze.

eremo di Poggio Conte

eremo di Poggio Conte
Anche la  città di Castro, capitale dell'omonimo ducato fino al 1649, data della sua resa e distruzione da parte delle truppe pontificie, offre al visitatore un'atmosfera di mistero e meraviglia, con il bosco cresciuto sulle rovine della città rinascimentale.

rovine di Castro

rovine di Castro
Entrambi i siti offrono ancora oggi al visitatore, un ambiente simile a quelli descritti nei resoconti del viaggio europeo in Italia del Grand Tour, che i viaggiatori stranieri compivano nel   XIX secolo. Per avere però un'idea più completa di cosa siano stati Castro, l'eremo di Poggio Conte ed il territorio di Ischia di Castro in generale,  è necessario visitare il Museo Civico Archeologico " Pietro e Turiddo Lotti". Nel museo, curato  con passione e competenza dal Direttore Anna Laura, sono raccolte le testimonianze della frequentazione umana nel territorio dal Paleolitico Superiore al Rinascimento. Le sale tematiche che si susseguono, si aprono con la preistoria, proseguono con la sezione etrusca, quella romana e longobarda, per terminare con il tardo medioevo ed il rinascimento. Per tornare ai due siti più importanti, sono ospitati nel museo, reperti ed affreschi  salvati dallo scorrere del tempo, dall'incuria , dal vandalismo quando non addirittura dai furti che si sono susseguiti praticamente fino ad oggi.

affresco proveniente da Castro

affresco proveniente da Castro
stemma centrale della Zecca 
suppellettili liturgiche
Per quello  che riguarda Castro, sono ospitati nel museo, reperti di vario tipo ed affreschi, o quanto di essi è stato possibile salvare ;  per ciò che  riguarda l'eremo di Poggio Conte, è possibile ammirare sei degli affreschi che, posti nelle nicchie intorno all'altare, raffiguravano gli apostoli .

Poggio Conte
affresco di S. Andrea

Poggio Conte
affresco di S. Tommaso
Poggio Conte
affresco di S. Paolo
Il Museo Civico di Ischia di Castro,  inserito nel Sistema Museale del Lago di Bolsena,  è a mio avviso, uno di quei piccoli musei che, sparsi nel nostro paese,  conservano la memoria di tante storie minori, sconosciute ai più ma interessantissime per chi ha la fortuna di incontrarle.

martedì 2 settembre 2014

Insediamenti monastici medioevali. San Colombano. Di Anna Laura.

In occasione del concerto di Poggio Conte che si dovrebbe tenere il 13 settembre, tratto dal quaderno 9 - Itinerario storico - a cura di Anna Laura, voglio proporre un breve estratto riguardante il fenomeno monastico medioevale presente nel territorio castrense.
eremo di Poggio Conte
chiesa rupestre di Poggio Conte
foto da tesori del Lazio
"Ciò che resta a testimoniare la presenza nella diocesi castrense nel medioevo, in ambito documentario e archivistico è oggettivamente esiguo. Pochi sono i riferimenti ai cenobi e si ignorano quasi completamente gli eremi castrensi, le cui origini e le cui relazioni con i monasteri della zona sono del tutto oscure.
Mentre questi ultimi ebbero vita breve, gli eremi ebbero continuità di frequentazione, alcuni fino al secolo XIX. Dei quattro monasteri della diocesi di Castro, tutti extraurbani, l'abbazia di San Colombano risulta essere la più ricca di riferimenti documentari. Purtroppo a  questa evidenza documentaria non corrisponde sul territorio l'evidenza dei resti dell'insediamento. Infatti il sito su cui sorgevano i ruderi dell'abbazia, probabilmente oggetto di spoliazione dal momento dell'abbandono, è stato poi nel corso dei secoli sconvolto dai lavori agricoli, tanto che del centro monastico non rimangono resti visibili delle strutture murarie in coerenza, ma soltanto lacerti di muratura e frammenti di marmi da rivestimento. Impossibile quindi ricostruirne l'entità e stabilirne i valori architettonici e le tipologie stilistiche del complesso edilizio.
La prima menzione dell'esistenza del Monastero di San Colombano è contenuta in un documento amiatino dell'anno 810, in cui si dichiara l'appartenenza della "Cella Sancti Colombani" all'Abbazia di San Salvatore all'Amiata. Il documento è stato redatto proprio in San Colombano.

Chiusa del Vescovo
Chiusa del Vescovo
Un particolare concentramento presentano gli eremi dislocati in un raggio di pochi chilometri nei pressi di Castro, l'eremo di Poggio Conte, l'eremo di Chiusa del Vescovo, e nelle immediate vicinanze di Ischia di Castro, gli eremi di San Macario, di San Biagio, di Santa Maria del Pieve. Di essi rimangono poche strutture murarie visibili, essendo stati i complessi nel corso degli anni, quasi completamente sconvolti dall'uso agricolo.Poggio conte e Chiusa del Vescovo costituiscono i monumenti rupestri più significativi e più vicini agli schemi compositivi del modello di insediamento religioso e abitativo ipogeo del Mediterraneo.